Novelle

Quei bugiardi dei registi!

C’e’ sempre un momento, durante la visione dell’ennesimo film comico-romantico che decido di sorbirmi, in cui maledico il regista, lo sceneggiatore e gli attori tutti. Avviene più o meno poco dopo l’esatta meta’ della storia, quando, non si sa per quale legge ordinaria della cinematografia, puntuale si presenta il contrasto. E’ di quelle scene nelle quali, per incomprensioni o strani giochi del destino, ciò che accade ai protagonisti non e’ mai ciò che essi volevano o intendevano. Così, di due sfigati che nessuno filava e che finalmente conoscono l’amore, non restano che scene di solitudine e depressione.
Questo spingere l’acceleratore sino al limite, per poi rallentare e far rientrare, in maniera subdola, le emozioni dello spettatore, mi irrigidiscono, mi portano all’esasperazione, considerando che forse le intenzioni della storia mi sono estranee a tal punto, da staccare la spina e continuare a guardare lo schermo scuro della tv, come sollievo e lieto fine del film.
Le nostre storie, quelle che raccontano noi ogni santo giorno, sono così lineari che rispecchiano esattamente la realtà: una serie di eventi incollati a cui dare un senso. I colpi di scena sono di quelle situazioni che nemmeno vivi fino in fondo perché ti travolgono e lasciano solo segni, piccole escoriazioni sulla pelle, come ricordo. Fossi un regista, partirei dal mezzo: un punto nel quale ne’ illusioni, ne’ aspettative possano deviare il corso della storia. Si parte da un dato di fatto. Perché e’ da li’ che spesso ripartiamo noi stessi, dalla constatazione di una realtà alla quale dobbiamo adeguarci, senza purtroppo sapere come ci siamo arrivati.
La verità forse e’ che riversiamo nei contrasti cinematografici, le nostre paure, e nell’evoluzione, il nostro lieto fine, quasi fosse una fonte di ispirazione o consiglio.
La verità e’, senza ombra di dubbio, che le storie scritte su copioni, ci girano intorno…quasi non volessero raccontarci per intero la più sacrosanta delle verità…

…perché, a dirla tutta, se fosse così semplice, basterebbero cinque film al massimo per renderci felici, ma purtroppo, pare che non impariamo mai.

Perché piuttosto, non scegliamo mai la cosa giusta? Perché continuiamo a rivedere la stessa scena tante volte, al punto da esserne assuefatti?
La morale delle storie che guardiamo e alle quali ci appassioniamo, ripetono sempre il solito ritornello, ma senza spararcelo direttamente: siamo soli e non ci sembra mai abbastanza serena la convivenza con noi stessi.

Interessante lo scambio di battute dei due protagonisti, alla fine del mio film.
“E allora, cosa hai scelto?”.
“… E’ stata dura, ma… non avevo alternative… uno come me non lo sposerei mai: così ho scelto te!”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...