Novelle

Il grillo saltante

Finalmente decidiamo che e’ la serata giusta per una rimpatriata. Inforco gli occhiali da sole (non che servano, ma fanno sempre figo!) e parto con la mia nuova auto: la stessa da cinque anni, ma col pieno di gasolio mi sento ricco e carico. Appuntamento da Renato, un tale che pare sia nato dalla fantasia di un fumettista perché non parla mai,prepara cocktail a suon di vignette e onomatopee: si esprime a sguardi e a ritmo di shaker.
Come sempre arrivo in anticipo, un difetto che non riesco proprio a levarmi e con immenso stupore scopro che il mio amico e’ già seduto al tavolo.
“Sono in ritardo?!” chiedo, un po’ frastornato dalla cosa. Le mie attese sono sempre solitarie, ritaglio dello spazio per me, quasi avessi necessita’ di prendere aria e predispormi con lo spirito all’evento.
“In leggero ritardo sull’anticipo” dice.
Mi accomodo e sorrido, per cosa, credo che lo sappia anche lui. E’ una serata speciale e abbiamo tanto da dirci.
“Come va?!” gli faccio, tanto per rompere il silenzio, ma lui con l’indice schiacciato sulle labbra, risponde
“Scchhhhh! Renato sta lavorando!”.
In effetti, spostando lo sguardo al bancone, noto che il ‘cartone animato’ sta preparando qualcosa: brevi tocchi, ticchettii, rumori sordi e acuti, tutti in armonia. Lo ascolto mentre pieghe del viso si vestono in una conversazione assurda, un vocabolario che comprendo solo perché ogni suo gesto pare noto, qualcosa di già ascoltato. Caccia, dal ventre del bancone, un vassoio, e dispone le nostre bevande soddisfatto.
“Mi son preso la briga di scegliere per te … Vedrai ti piacerà!”.
“Perfetto!” rispondo almeno una volta tanto mi prendo la briga di starmene al posto mio e non fare figure di merda con cocktail da vomito.
Mentre penso questo, Renato e’ già al tavolo: mi viene un accidente e un mezzo infarto, pare abbia ali al posto dei piedi per quanto sono leggeri i suoi passi. Fa un inchino con la testa e va via.
“Alla salute!” dice l’amico.
Non voglio deluderlo o metterlo in imbarazzo, ma questo bicchierone mi destabilizza. Tuttavia non riesco a trattenermi, annuso e sbotto.
“Ma questo e’…”.
“…succo di frutta con ghiaccio! Alla pera, per la precisione!”.
Sorrido e chino la testa.
Mi ricorda i pomeriggi da piccolo, appena finiti i compiti, sbirciavo nel frigorifero: cercavo la ricompensa per aver fatto il mio dovere. Puntuale, mia madre, mi sorprendeva con un bocale di succo alla pera, con ghiaccio. Ero così contento!
“Beh, perché ridi?” chiede l’amico, stupito.
“Niente…niente…” rispondo imbarazzato.
“Non era il tuo cocktail preferito, da piccolo!? L’ho scelto apposta per te!”.
Adesso chiudo gli occhi. Non voglio guardare il mio amico, ma ricordare.
Ma lui insiste.
“Ricordi che sapore aveva? Anche quella volta del gavettone in vacanza… La signora del terzo piano era stanca delle tue urla pomeridiane, così penso’ bene di spegnere gli ardori infantili, con una bella secchiata d’acqua! Cosa stavi sorseggiando in quel momento? Ricordi?”.
“Succo di frutta alla pera!”.
“… E quando hai festeggiato la patente con gli amici al bar in piazza? Cosa hai ordinato a Mario!?”.
“Succo di frutta alla pera!”.
“…e per cosa ti prendeva in giro, la tua fidanzatina quando, la domenica sera uscivate per la passeggiata?”.
“Succo di frutta alla pera!”.
“… E quando…”.
“Sempre un maledetto succo di frutta alla pera! Lo so già”.
Il mio amico e’ impertinente.
“Eh allora, togliti questi occhiali da sole che non ti donano, bevi il tuo succo di frutta alla pera e goditi questi anni che ti mancano. Qualsiasi cosa farai, ricordati di ciò che sei, del tuo passato e della tua sete: chiederai sempre e comunque la solita bevanda, perché e’ l’unica sostanza che conterrà il desiderio. Una sete tua, ha bisogno del tuo nettare. Quello che hai sempre voluto. Buon compleanno, amico mio!”.

Non credo alle favole, tanto meno a quella di Pinocchio. Il grillo non e’ parlante.
Salta. Tra gli anni che ti accompagnano e quelli che aspetti. E questa sera, il mio grillo saltante, mi ha portato a viaggiare come non facevo da tempo.

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