Novelle

Il giorno del dì di mezzo

Brutto, acerbo e invadente. Voglio essere il ritmo fuori tempo, su di uno spartito impeccabile, perchè fra tanti maestri, illustri musicisti, il cadetto strimpellatore, va per conto suo. Adesso ascolta il tempo, osserva le note, segui la scansione: percorri il tragitto sino alla fine e vedrai che tutto correrà liscio.

Stonato, incoerente e oltraggioso. Voglio essere il frutto amaro in un campo ben seminato. Non c’è aratro o acqua che possa salvarmi, perchè il seme piantato nel ventre della terra, è spuntato senza sole e senza cura. Al riparo della notte son cresciuto, perchè questo è il mio luogo: silenzio, sogno e una falce brillante in cielo. Con le punte all’insù.

Quando verrà quel giorno, si pianterà tra note e solchi. Un giorno qualunque, dove ogni secondo stonerà nel tuo calendario, e ogni frutto somiglierà alla brutta copia dei germogli che hai sognato. Vigila e osserva, perchè in quel giorno lì, ricorderai me e le mie parole: siederai sotto l’albero da te piantato, ascoltando il rumore del vento. Lì sarò io, in quel giorno di mezzo, tra tante perfezioni, cadrò ai tuoi piedi. L’imperfetto non è tempo da coniugare. Ma da conoscere.

Non siamo le “cose” che vogliamo. Siamo nelle “cose” che desideriamo: se mutano, mutiamo noi; cambiarle, cambiano noi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...