Novelle

La paura del buio. (Che vada via)

E mi ritrovo anche stasera senza un filo di corrente. Disturbi alla linea dicono, ma intanto, mi disturba la voce della risponderia automatica.
“Digiti uno per scoprire le nuove tariffe; Due per comunicare variazioni della sua utenza; Tre per segnalare un guasto…”.
Invece cerco il tasto che mi faccia parlare con un operatore.
Ma il nastro pre-registrato, ricomincia da capo.
Entro domattina ripristineranno tutto.

Stanotte non dormo, ho deciso.
Vigilo finchè un segnale elettrico s’infili nella cabina e salga fin su al mio appartamento.
Vigilo perchè voglio esser presente, non deve sorprendermi al risveglio.
Aspetto, soprattutto, per sbarrargli la strada.
Che mi lasci al buio, una volta tanto.
Ora ci sono abituato. Conosco gli angoli di casa, i rumori che producono quando ci urto contro, i passi necessari per evitare il pericolo. Anche silenziosa di luce, questa casa non ha segreti.
Quando ti muovi con eleganza in spazi spenti, allora sì, che puoi tutto.
Avverto l’odore di ogni singolo metro quadro, la consistenza che esso riflette nello spazio tridimensionale, il colore reale degli oggetti, privi d’un faro in proiezione.

Ah se da piccolo avessi scoperto la bellezza del buio.
Avrei ubicato trappole per i miei nemici. I compagni di scuola per esempio.
Nello spazio di mia competenza, non vi sarebbero stati segreti.
Solo poteri.
E’ incredibile quanta luce possa nascondere il buio. E’ assurdo anche, quanto buio una fiaccola generi, intorno ad essa.

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