Novelle

Un nuovo giorno pulito

Stessa ora anche stamattina. Sei e trenta.

Trascina l’inferriata a scatti, lungo il binario: andata e ritorno. Posa l’auto nel parcheggio e il solito tintinnio di chiavi segue una bestemmia. Saverio è uno che sbrocca. Per un niente. Anche per il vento che gli urta in faccia. Otto anni di questa routine, ma addosso pare ne abbia caricati ottanta. Da quando ho cambiato lavoro è diventato la mia sveglia: quel cancello che singhiozza tra ruggine e stanchezza, annuncia l’avvento di un nuovo giorno. Vivo anch’io di routine, ma me la faccio bastare, perchè per venirne fuori, bisogna credere di volerne ancora. Diventa una rincorsa nella quale non sai per quanti metri ancora devi affannarti, e quando la giornata finisce, quasi resti deluso. Un nuovo giro di giostra è andato.

Saverio vive di notte. Lavora per la nettezza urbana. Guida uno di quei camioncini spazzatutto: spruzza acqua e raccoglie merda. Un pò lo invidio, perchè noi diurni non spazziamo merda. La produciamo. E non è mai una bella azione. Da quando ho conosciuto Saverio, infatti, cerco di sporcare meno possibile, evito di lasciar tracce unte delle promiscuità prodotte. Ciò che mi fotteva era il “Chissenefrega!”. Ora piuttosto, mi preoccupo di produrre odori, essenze, profumi del mio essere. Un pò come abbellire, decorare, elevare uno stato peccaminoso della mia limitata umanità.

Stanotte l’ho seguito. Ho visitato i luoghi del suo lavoro, dell’opera di bonifica. Non è stato seccante, anzi. Illuminante. Di strada in strada, ho scoperto i residui: particelle di comuni mortali, escrementi della strafottenza. E anche della vita. Ho visto un carrozzino abbandonato lungo il ciglio di un condominio appariscente. Saverio è sceso e l’ha caricato con cura sulla collina di immondizia. Ha un serbatio. Una cisterna contenitiva. La roba s’accumula ad ogni incrocio. Ho osservato il carrozzino. Roba di classe, ottima fattura. Ma ora è immondizia. Posto in una vetrina, varrebbe una bella sommetta.

Riflettevo sul bimbo che ora cammina e sui mondi che attraversa: dalla sua stanza al soggiorno, giù per l’ascensore e lungo il viale illuminato del complesso residenziale. Poi, strade. Le stesse strade che domattina torneranno ad essere imbrattate da piedi stanchi e indaffarati.

Saverio vive di notte.

Ma al suo passeggio, nasce un giorno pulito, nuovo. Come se nulla fosse stato. Asfalto vergine per i piedi del fanciullo che ha abbandonato il carrozzino. Che sia la volta buona. Passi nuovi per nuove strade lucide.

Un pò invidio Saverio. Perchè noi diurni, continuiamo a non spazzare merda.

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