Novelle

Il controllore e il biglietto

Dovrebbero metterci in esposizione, già belli pronti, perché venire fuori tutte le mattine e percorrere il solito viaggio, diventa sempre più difficile.
Sono pronto anche quest’oggi, e stamane e’ il turno di Matteo, il grassoccio che indossa una divisa di almeno una taglia più piccola. Quando vuole, sa farsi odiare, il più delle volte pero’, e’ semplicemente irritante. Barcolla lungo il corridoio del primo scomparto, si appoggia ai sedili, urtando teste chine all’indietro e non chiede nemmeno scusa.
Lui e’ il controllore.
“Biglietto?!”. La sua espressione ha un tono di sfida, quasi cercasse il furbetto su cui scaricare le colpe dell’intera umanità. Un colpevole assoluto, perché Mario, di capri espiatori, non ne conosce. Non sa che vuol dire.
E poi, finito il solito giro, comincia a seccar la gente.
” Dove lavora!?”; “E’ sposato!?”; “E’ tanto che prende questo treno?!”.
Chissà perché gli hanno mollato il ‘regionale’.
A mio parere, su lunghe tratte, sarebbe defenestrato. Credo nella buona fede della gente. E credo anche che la pazienza non sia illimitata.
Stamane poi, ha superato se stesso.
“Visto che son tre mattine che la incontro… Ma lei e’ su facebook??!”.
Già di mio sono delicato, ma per l’occasione mi son piegato dalla vergogna. Somatizzo spesso.
“Le pare che sono tipo da ‘ste fesserie!” ha risposto il vicino, con la sua camicia inamidata.
“Sa invece che lo trovo divertente? E’ come viaggiare sullo stesso treno a stretto contatto coi passeggeri: li tocchi, senti che profumo hanno, leggi tra le loro carte…”.

Non più che il controllore potevi fare nella vita. Perché un biglietto di tuo, non l’hai mai preso.
Sulla mia faccia c’è una destinazione,
Sulla tua, leggo commiserazione.
Viaggio sugli stessi binari da tanti anni.
Come te.
Accompagno clienti alla stazione che li aspetta.
Come te.
Vedo vite, sorrisi, pianti e mi piego secondo gli umori, ma non m’impregno di esistenze.
Accompagno.
Sono un semplice biglietto ferroviario e ho la mia dignità.
Sei un misero controllore da ’regionale’ e continuerai a barcollare tra le corsie di uno scomparto.

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