Novelle

Che mondo sarebbe senza difetto!

Il fondo della fantasia lo sfioro tutte le volte che cado o inciampo nella realtà. È un difetto che non riesco proprio a gestire, non lo controllo. E, se devo dirla tutta, non mi interessa nemmeno evitare. Ci casco e basta, faccio un capitombolo e sguazzo in luoghi inesistenti, nei quali nessuno mi conosce e quindi, vien facile, farsi i fatti propri.

Non è di quei luoghi nei quali riesci a passeggiare. Niente affatto. Dipende dalla luce del giorno o dall’ora di notte. Un po’ come da noi, con la differenza però, che non hai impegni quindi, puoi goderti tutto secondo gusti personali. Nella realtà il tempo trascorre e ti inganna: lavori e non passa mai; ti riposi e fugge; Oppure: lavori e fugge; ti riposi e non passa mai. Cosa cambia?! Tutto, perché il tempo non coincide coi desideri.

Nel mio piccolo ho scoperto il segreto. Il tempo è di quei mezzi che come Internet e tante altre cose, usiamo male. Il comune denominatore è sempre lo stesso: ciò che vogliamo, non è mai ciò di cui abbiamo veramente bisogno.La perfezione, per esempio, non è cosa per me. Odio le cose perfette, preferisco spigoli e zone deformi. Perché mi vien più facile amare.

Dove vedo errore, abbraccio tenerezza.

Dove subisco torto, deludo le aspettative chi mi biasima.

Dove scorgo limitatezza, oltrepasso con una smorfia.

Dove l’esagerazione mi travolge, riparo gli occhi per dimenticare presto.

 

In tutto questo c’è l’uomo.

Siamo noi, involucri di carne e debolezze, imbottiti di saggezza e stupidaggine in egual misura, perché quando sbagliamo, siamo meschini. Con noi stessi.

Se mi sbaglio mi corigerete. Ero un fanciullo. Anzi nascevo più o meno in quei mesi. Ed è forse questo il monito che m’ha segnato. Era nato un uomo.

Nel fondo della fantasia, apprezzo i difetti. Li esalto.

Da quassù, su quest’asfalto di clacson, sbraitano gli occhi del mio giudice di guerra: ne ho uno ad ogni angolo e non fanno altro che aspettare la mia prossima caduta. Per questo scivolo con comodo nel mio fondo di fantasia: trovo simili involucri di carne e debolezze. E tutto è più bello, a misura d’uomo. Non so ciò che voglio, ma sento il bisogno di tuffarmi in quel fondo.

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