Novelle

Tazzine per single (Parte prima)

Tazzine per single
estratto da “Ad un passo da me”
“Il buongiorno si vede dal mattino!”.
È una di quelle espressioni che Filippo rievoca nei momenti più disparati, ma sempre con lo stesso tono: quello di una maledizione a pieno titolo perché ti sei guadagnato l’autostima rovesciata in un catino gorgogliante di melma. Per lui, insomma, vali niente. Quanto una forchetta per il brodo di stelline, per intenderci.
Al contrario, io ci vedo un tramonto allacciato all’alba, dove non passa alcun sollievo, né una dor-mita fatta per bene, tanto meno un sogno smielato o accattivante. Infatti, penso spesso che ci siano giorni che durino quanto un rewind col tasto incastrato: sorgono seguendo la scia della notte e risa-lendo, si ricongiungono al giorno precedente. Finisce solo quando stacchi la spina!
Mi capita spesso la sera di addormentarmi con sogni impacchettati. È un’usanza che coltivo dalla tenera età di otto anni, l’età della consapevolezza, benché ritenessi sino ad allora che crescere fosse un’arte piuttosto che uno scherzo temporale. Così, avvinghiato alle coperte e cosciente che nessuno dei miei progetti si sarebbe realizzato, aprivo la cassaforte della fantasia, e in segreto, sognavo di sogni sottovuoto, predisposti a saziare il desiderio, nell’attesa disperata che qualcosa veramente cambiasse prima o poi. A tutt’oggi riconosco una certa dipendenza da questo tipo di assuefazione, tuttavia il disagio della matura età mi ha costretto, a volte, a sbirciare in rassegna i miei pacchi di sogni, anche da sveglio.
In questi “precotti” onirici, vagheggio di un me stesso felice, in una casa semplice a mia immagine e somiglianza. Realizzo l’idea assurda di avere accanto una donna perfetta, fedele, devota. Di tanto in tanto resto scosso e sorpreso dalla nascita dell’ennesimo figlio e dal cucciolo di labrador ormai divenuto un bisonte (ovviamente il giardino è incluso!). In queste raffinate visioni prestampate, mi guardo intorno: vedo un mondo perfetto, dove la vita sorride sempre, non esiste il male e tutti bec-cano uno stipendio decente, non esistono mutui, le borse non fanno le montagne russe e la pensione è l’occasione giusta per versare due lacrime di commozione verso i colleghi che stai lasciando (piut-tosto che lacrime di disperazione per un traguardo che non vedrai mai).
Bene, questo è il mondo parallelo che realizzo supino e sotto coperta ed è semplicemente una “leg-gera” variazione al tema, di un mondo che corre parallelo e su toni catastrofici. Sono da biasimare per questo? Non credo che il rimprovero sia da contemplarsi, perché certamente dinanzi a me v’è una lunga coda di mezzi-uomini coperti da ombre, artefici di tutto ciò che purtroppo è reale.
Tra l’incubo e il sogno, preferisco la seconda! (Almeno in privato!). Fatemene una colpa.
E questo per quanto riguarda i cofani di sogni disponibili e già compilati a mio piacimento.
I veri sogni, le immagini che la mia mente genera inconsciamente e inconsapevolmente nelle ore più cupe della notte, son tir di proiezioni distorte della realtà. Potete ben immaginare da quale spirito siano illuminati i miei risvegli, sempre che tutto continui ad andare liscio come fino a stamattina: mi ritrovo incastrato nelle pieghe di un pigiama, intriso di provvisorie instabilità reali (il sogno) e reali instabilità definitive (realtà). Con quale ardire dunque, potrei affrontare la giornata?
E qui ritorna il mio amico Filippo.
“Il buongiorno si vede dal mattino”.
Ogni volta che pronuncia ‘sta sentenza, vacillo!
Nel suo vocabolario, corrisponde alla voce: buono a nulla; nella mia variegata enciclopedia di sino-nimi e contrari: instabilità a vivere in piedi, giacché disteso trovo pace (e solo lungo quei scaffali di sogni pronti per l’uso).
Tuttavia oggi è domenica, me ne ricordo solo dopo aver acceso la tv per le notizie del giorno. Ho poco da temere, dal momento che di domenica c’è sempre una scusa per non far nulla. Anche per non preoccuparsi. Scorrono le notizie in tv e resto in catalessi, ingoiando bocconi di novità, quasi che saziarmi d’informazione, m’arricchisca davvero. La tv mi fa compagnia e mi informa di tutto, anche di ciò che non m’interessa, stimolando così una simil-apparenza di curiosità. Ieri, per esempio, nell’anticipo di serie A, l’Inter ha dilagato quattro a zero sul Toro. Sono rimasto impietrito! Queste sì, sono notizie che destabilizzano! Sì, insomma, voglio dire, dopo quel mostruoso incidente nel vicentino, nel quale tre ragazzi ormai defunti hanno terminato una curva spiaccicati su una Mer-cedes, distruggendo la vita delle loro famiglie, finalmente dico, qualcosa di positivo accade! E pen-sare a quanti in questo momento si sono dispiaciuti per il dramma, ma non appena le immagini in-quadrano San Siro e i nerazzurri vincenti, tutto passa. Ogni dolore passa.
Questione di secondi e goal. Incredibile.

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