Novelle

Con la cenere sotto le scarpe

Quando ero adolescente, per diventar grande, ho iniziato a fumare. Gran bella idea, dal momento che ero convinto che un’età fosse segnata dal maggior numero di boccate, mentre al contrario, puoi contarla da quante ancora te ne restano. Dunque, poco più che maggiorenne, aspettavo il momento opportuno per svignarmela nel mio luogo segreto: la veranda. In alternativa, quando questa mania di adulterio (perchè era come tradire la persona più cara – me stesso) divenne vizio, scendevo di nascosto in garage, con la scusa di prender libri. Beh, in effetti, come Penelepe, costruivo di giorno e rovinavo di pomeriggio: i miei via-vai nel garage iniziarono a diventar malattia. la morbosità di succhiare nicotina e illudermi di crescere in autostima, costruirono una specie di fantasma in casa. Non ero  mai presente. O in veranda, o in garage: lì certamente, mi avreste trovato. Rientravo per dar la buona notte e appisolarmi con l’impressione di essere uomo. Ogni giorno, ogni pomeriggio, per mesi.

Fin quando ritenni che ciò dovesse avere un epilogo. E non furono i miei, a svegliarmi dal sonno, ma le mie scarpe. Le suole, per la precisione.

L’iter che mi conduceva a credere d’esser adulto, aveva inizio con una fiamma, poi una serie di boccate, infine tanta cenere. Ora, per uno che si ‘drogava’ in clandestinità, era fondamentale non lasciar tracce. Il mozzicone lo interravo nelle grate per lo scolo delle acque, o nel tombino poco distante. Ma la cenere? Era il frutto della mia malefatta: doveva esser cancellato.

Raccoglievo in un angolo del garage candele di cenere e le calpestavo: disperdevo in nulla, quell’agglomerato di tabacco fumato. Uno spirito aspirato a pieni polmoni, dissolto con una pedata.

Così, fiero della mia furbizia, risalivo a casa, mi spogliavo e deponevo le scarpe al solito posto accanto alla finestra. E non solo. Orgoglioso di me, me ne andavo in giro, con l’idea d’esser grande, sollevato quasi d’un palmo dalla terra per tanto che ero cresciuto.

Ero grande.

Tuttavia non mi ero accorto, che la verità viveva da tutt’altra parte: seppur furbo o adulto, avevo annidato sotto le suole, la mia superficialità e le illusioni, come cenere incollata alle scarpe, come una cancellazione di prove che in fondo, continuavo a portarmi dietro, in ogni luogo, in ogni occasione. Perchè di ciò che facciamo resta sempre una traccia. E nel bene, che nel male. Dipende solo da ciò che vogliamo essere: fare gli adulti, con la cenere sotto le scarpe o esserlo, ammettendo a volte, persino la nostra stupidaggine. 

2 pensieri riguardo “Con la cenere sotto le scarpe

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...