Novelle

Il vecchio odore di Settembre

A me Settembre, ricorda i Puffi.
Era prossimo l’inizio della scuola e mia madre aveva disfatto le valigie delle vacanze. S’era fatta la ‘spesa grande’ all’ingrosso di quaderni e penne, e profumava ancora di plastica vergine, la nuova cartella di He-Man.
Il ferro da stiro aveva impastato d’amido tutti gli indumenti della ‘villeggiatura’ e il color cioccolato sulla pelle, si puntellava di nuvolette bianche: bollicine di pelle da squamare doccia dopo doccia.
Il fresco venticello, eco di agosto che sussurrava ricordi, sfogliava in ultimo, l’album di foto con i sorrisi impressi sulle polaroid di appena quindici giorni.
Il rientro dalle ferie, era sempre l’occasione per ritrovarsi con gli zii e i nonni: raccontarsi giorni diversi e tendere insidie d’invidia. Chi al mare, chi in paese.
Poi, dopo aver stracciato il foglio sul calendario chiamato “Agosto”, imperava per tutta l’ampiezza della cucina, quel lungo mese chiamato “Settembre”, che per antonomasia definivo “paletta”: il mese per spolverare il caos dell’estate e ricondurre ogni cosa all’ordine.
Una tra tutte, la scuola.
Il rientro in classe, non è mai stato un trauma. Anzi, contavo le settimane e i giorni che m’avrebbero ricondotto dai miei amici. Chissà che fine avevano fatto?! Continuavo a ripetermelo durante le passeggiate nelle località balneari (o di montagna) che di volta in volta fermavano il tempo, incastrandolo nel vocabolo “Vacanza”. Per me, vacanza era sinonimo di vuoto. Vacante. Mi mancavano gli amici di scuola. Ossessionavo i miei genitori con le cartoline: ne volevo di diverse e tutte singolari. Per i miei amici. Le avrei distribuite come souvenir, non per mostrare dov’ero stato, ma per dimostrare quanti chilometri ci avevano separato.
Il rientro a scuola, coincideva con il ritorno alla normalità.
Anche del palinsesto televisivo. Ritornavano sul grande schermo le solite trasmissioni.
Quelle che ci avrebbero riscaldato l’inverno. Quelle che non ti saresti mai perso. A prescindere.
Vedi la voce: Novantesimo Minuto, Domenica In, Drive In, Tra Moglie e Marito, Il gioco delle coppie etc.
Questo per gli adulti.
Per noi piccini, invece, c’era il ritorno dei Puffi. Alle 20.00. Prima di Drive In, appunto.
I Puffi era l’ultimatum.
«Dopo ‘I Puffi’, a dormire. Domani devi andare a scuola!».
Quanto mi manca questo baratto!

Settembre era l’odore di ‘paletta’.
Finalmente ogni cosa rientrava al suo posto: i compiti, le cene tutti insieme, la stanchezza degli adulti al rientro dal lavoro, il sapore di stelline in brodo per riscaldarci d’inverno.
Il calore della casa.
Chissà che le stagioni non abbiano cambiato rotta, perché adesso, sento freddo anche ad Agosto.
O è forse che l’infanzia, riscalda a prescindere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...