Novelle

Platelminti

Trasandate e ridicole sono le voci di pettegolezzi, che come abiti da sera, vestono un culo, ma solo di traverso. Passeggiano fiere le loro voci: hanno occhi. Si infilano nelle mutande di ignari che son spogliati della dignità e rivestiti di vergogna.
La gente mormora, con un culo vestito male, trascurato, che non ha più la stessa dignità di un sedere, perché visitato troppe volte da protuberanze che non chiedono il permesso.
Ma questa è arte.
E questa gente mormora. Non si sveste mai, perché solleva gonne come puttane. Né cambia abito. Non ce l’hanno un abito, perché semplicemente sono platelminti.

Se gli occhi sono lo specchio dell’anima, allora la lingua è il verme dell’ignoranza.
C’è poco da fare.
Un insetto allo specchio. Un riflesso che produce due insetti. Ma l’insetto non capisce che è solo sé stesso, per due.
E vado avanti da solo, schiacciando sperlunghe di bestie inette.
«A chi appartieni?».
Se non sei di queste parti, ci rimani male.
Ma io ci convivo.
Ridono di me di giovedì o di domenica, è uguale. In un giorno normale o in uno festivo. E seguono il talk-show della mia vita a puntate, mangiando piatti di novità, quasi che la mia esistenza fosse davvero importante. Per loro.
Ho sfiorato questi vermi, ci sono passato vicino per capire.
Gente che puzza.
E mi sono allontanato di corsa.
Poi da lontano seguono il tragitto, la mia caduta, il mio pianto e il mio sorriso: hanno una parola per ogni avvenimento. Telecronaca di un cittadino di provincia.
I giorni non scorrono sul calendario ma su labbra, nido di vermi, tana di lingue infette, perché si cibano della merda che produci, quella parte che lasci per strada come sedimento delle mancanze e degli errori. E se qualcosa di buono la produci, la vivi, si tramuta in peccato comunque, perché questi vermi ingoiano e si gonfiano lo stomaco, solo di feci: le cose belle, non sanno apprezzarle.
Stanno ai balconi, come piante grasse.
Stanno sui cigli delle strade, come cassonetti.
Aderiscono alle membra come una malattia e se non ci stai attento, ti fanno star male sul serio.
Ma l’antidoto è cura per chi è malato. Non per i sani.
Questi vermi non sono malati.
Sono vermi e basta: robusti e pieni di vita, ma di una vita mediocre perché strisciano.
Non hanno nome proprio, ma solo definizione di specie.
Platelminti. Si chiamano così e ce ne sono una roba come venticinquemila … di specie, intendo.
Provo una forma di contatto, allora:
Io, uomo.
Tu, platelminta.
Io: nasco, cresco, vivo, piango, rido, soffro, gioisco, abbraccio, bacio e …
Tu… fai schifo solo a nominarti.
E copriti quel culo che c’è corrente, santa miseria!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...