Novelle

Un insolito caffè

Stamane ho chiesto un caffè. Al solito bar.
Mi hanno servito il solito caffè, e un sorriso. Sempre al solito bar.
Ho sgomitolato la strada percorsa e mi son visto nell’auto, mentre correvo al solito bar.
Pensavo.
C’era una situazione fastidiosa che continuava a darmi prurito.
Pensavo che non ne sarei uscito come al solito.
Invece eccomi qui: seduto al tavolo di un bar a far chiacchiere con una signora di mezz’età. Una signora insolita, perché è la prima volta che ci parlo.
Sta raccontandomi che sua figlia tra qualche mese partorirà. È il suo primo figlio. Anzi figlia. Mi dice che ai suoi tempi, alla sua età, era già passata tre volte tra le mani di un ginecologo.
«Non ci perdevamo in chiacchiere» dice.
Io annuisco, e continuo a pensare.
Mi soffermo sull’ipotesi di poter tornare indietro col tempo.
Anzi, visitare quel tempo, perché non ci sono mai stato, per la verità. I miei anni infatti, non coincidono con la signora di mezz’età. Immagino di essere in bianco e nero; immagino di pettinare capelli lunghi; immagino di stare per ore in una cabina telefonica a far lo scemo col mio amore; immagino la gente accalcata che inizia a scalciare pietre e la cabina telefonica con me dentro.
«Tu invece, quanti figli hai?».
Ritorno al presente e ammutolisco.
«Sono in procinto, non incinto!» rispondo.
La signora di mezz’età sorride.
Anche la ragazza del bar.
E qui mi irrigidisco.

Era il solito caffè; zuccheravo senz’interesse la mia tazzina; chinavo il capo quasi in cerca di una parte del mio corpo che mi sorridesse;
Ma questo era ieri.
Ieri con i soliti problemi.
Stamane invece, sono io (il solito abitudinario che corre al bar a far colazione – cornetto alla crema-e-caffè macchiato-grazie!), i miei soliti problemi (me li infilo nella borsa a tracolla insieme alle chiavi di casa) e il solito caffè.
C’è di nuovo, un sorriso.
C’è la signora di mezz’età che presto sarà nonna.
Ci sono io che sorrido e faccio sorride.
E il cerchio si chiude.

«I problemi, figlio mio, sono come il sale. Se ce ne stanno pochi, la vita è insipida; se ce ne sono troppi, hai una vita movimenta. La giusta dose quindi, non significa che stai bene: ci sono sempre. Comunque. Una volta mangerai salato, una volta insapore. Tu, sorridi sempre e mangia ‘sto piatto, che a stare digiuni, non è mai buono. Si muore di fame, e non puoi nemmeno preoccuparti di avere problemi. I problemi servono. È quello che dico a mia figlia: è piena di paure per questa bambina che arriverà. Le dico sempre una cosa, e questa la ripeto anche a te: non vi complicate la vita con i problemi, quelli stanno grazie a noi. Soluzioni, dovete trovare. Non complicazioni!».

Per fortuna che sono abitudinario. Magari non m’infilerò in cabina per chiamare il mio amore; magari non sarà possibile pettinare capelli, però …
Torno in auto e sorrido.
È una giornata diversa con i miei soliti problemi.
“Buongiorno amore! 🙂 Non so se il sole ha mai ‘spleso’ o ‘splenduto’ come oggi, ma di certo sta provando invidia per quanto sei bella! Ti amo”.
INVIO
E un po’ vorrei baciarla con quest’insolito messaggio.

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