Novelle

La rima resta sola

Ho compreso troppo tardi come in amore le rime fanno cilecca. Non funzionano. È un’opera di sincronia. E non è che ci voglia tanto. Tuttavia. Visto? Ci sono caduto ancora, pur sapendo che ripeter parole tutte in fila, trascuri il senso. Come un fiume che trasporta detriti, così il bacio di una rima sfila via ogni cosa. Cancella le oscenità e abbellisce il contenitore. E tu segui la corrente. Ho imparato, ma non troppo, a distinguere le parole: quelle in accordo e quelle stonate. Esse stampano su pezzi di carne un’eco, una ridondanza che percorre strati di atmosfere, dalla testa al cuore.
Ma non è amore, anche se c’è una rima.

Amore è fuori tempo e contro balzo; un finale che non aspetta di baciare suggestioni di lemmi, ma incastri di cuori che si appaiano su difetti, senza ridimensionare i limiti, piuttosto limitando le dimensioni.
Quando avvertirò i timori di una volta, tenterò di restare in piedi e non scappare. Cercherò il disaccordo che stuzzichi l’emozione, perché con una rima è facile star vicini, sorridendosi come due peluche imbalsamati.
Ci son sinonimi ricercati per costruire un amore su parole.
Ci son contrari ignorati per l’ignoranza del senso e della sostanza.
Ecco, appunto, una frase che non fa rima.

La rima è uscita dal gruppo, adesso è sola, e solo una rima.
Dove sarò quando il suono di due parole non saranno vicine da poterle baciare e mostreranno la distanza dal cuore?
Spero sia a trovar termini che salvino l’amore.

2 pensieri riguardo “La rima resta sola

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