Novelle

Oltre la porta, il cuore sempre in corsa

Isabel dormiva ancora, quando l’ombra di Mark sfilò nel breve cono di luce che l’ingresso offriva. Non c’era alba nella quale la parte di letto dedicata a quest’ultimo, non urlasse come un lungo eco, profondo quanto la depressione che il suo capo lasciava sul cuscino. Persino il gallo smise di svegliare Isabel, perché cosciente che certo non sarebbe stato un dolce risveglio. Avrebbe dovuto attendere la notte, il buio, per rivederlo ma, durante il giorno coprire con una mano sulla pancia, il senso di vuoto che egli lasciava.
Scoprì le palpebre al nuovo giorno: era certa di esser sola nella stanza, tuttavia allungò il braccio per tastare la metà del letto del suo compagno. Una smorfia le rivestì il volto, poi però sorrise. “Tanto per cambiare!” – pensò e scese giù dal letto. Pattinò verso la porta per chiuderla: ormai sapeva bene che per quando stronzo, il suo Mark aveva bei modi. Non chiudeva mai la porta per timore che l’urto del battente la svegliasse. Così anche quella mattina tornò a porre fine ad una fuga prematura.
Ma quella volta, la porta non volle chiudersi. Tentò con più forza ed essa opponeva una blanda resistenza. Strabuzzò gli occhi per vedere meglio e capire cosa impedisse ad una porta di correre libera verso il suo battente preferito.
“Cara Isabel,
stavolta se permetti, non ti concedo di perdonarmi. Ti offro molto di più: una scusa per non lasciarmi entrare. Troppe volte ti sei accostata a questa porta e altrettante volte l’hai spinta sino al limite, quasi per inerzia, perché non c’era altro da fare. Non potevi far altro che aspettare il mio ritorno. Dici spesso che non sono amorevole, romantico, interessato al tuo cuore … Ora ti chiedo: cosa c’è di tanto romantico nei modi in cui tu stessa ti poni al mio stomaco? Cosa c’è di amorevole in quel languore che mi coglie all’improvviso, mentre sono già lontano da te? Perché dovrei essere interessato al tuo cuore se continui a procurarmi così tanta sofferenza?! L’amore, mia tenera Isabel, non lo sento in queste forme, ma nella continua assenza di te, nel rientrare e lottare tutte le volte con la parte più egoistica di me – perché ci vuol poco a starsene al proprio posto o cercare altrove. Tu invece, sei quella strada da percorrere a grandi falcate, di corsa, senza temporeggiare ancora: sei la fatica che respira col fiatone, sei il bisogno di conquistarti ogni giorno e il timore di perderti in ogni momento. Cosa c’è di romantico in questo spasmo di accelerazioni?!
Non smetterò di tornar tardi la sera, perché sarò in giro a cercare quella che non sei: se fossi da te, sempre e in ogni istante, varresti una fotografia della tua immagine sorridente. Ed io non saprei che farmene. Sbattimi la porta in faccia, così che tu possa ascoltare l’urlo del mio desiderio. Il bisogno di averti con me. Oltre questa maledetta porta, insieme.
Mark.”

Ripose la lettera lì dove l’aveva trovata: era la chiave giusta per entrare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...