Novelle

Il disordine ti fa vero.

Se non lo conoscessi da una vita, l’avrei già sepolto sotto terra. Simone è un casinista senza eguali: è l’archetipo del disordine e della trascuratezza. Ormai i nervi che mi percorrono da un capo all’altro della pazienza,  hanno fatto pace con la sua padronanza di confusione, perché là dove passo per sistemare tutto, Simone col semplice movimento degli occhi ha già rivoltato ogni cosa: gli oggetti con la sua presenza diventano altro: un caos nel quale la distinzione la vedi solo perché nella mia zona c’è ordine, nella sua un magma di tutto e niente.

“Mica lo faccio apposta! Mi trovo a mio agio e so di avere tutto sotto controllo. L’ordine mi manda in panico, perché a volte anche un pacchetto di sigarette dimenticato, può essere la mia salvezza. Parola di Simone”.

Il segreto del mio coinquilino, è tutto racchiuso in un pacchetto di sigarette. Il solito pacchetto da venti di Camel. Sarà per via di quel celestino che si tinge di bianco, sarà lo sguardo severo del cammello o quelle tre palme all’orizzonte, fatto è che nessuno dei suoi amici, riesce a far a meno di dargli una sbirciata. Solo pochi l’hanno ignorato, nonostante siano fumatori incalliti.

“Oh Simone, allora la dispensa?”.

“Nooooo! L’ho dimenticata. Ti va se passiamo da casa a prenderla? Ci mettiamo solo cinque minuti. E’ che ultimamente sono così sbadato, che pare perda ogni cosa solo col pensiero. Penso di avere una cosa? Tac! La perdo. Sparisce. Non la trovo nemmeno se rivoltassi casa!”.

Ieri l’altro l’ho visto all’opera, mentre tentavo di dare una sistemata alla casa. Simone e il suo compagno di bagordi, Alessandro, sono rientrati prima del previsto. “Cerco una cosa e ce ne andiamo. Mi dai una mano?”. Perché io?! – ho pensato. “Te, perdi le cose e io devo cercartele?!”. Simone mi ha guardato inviperito. Caccia quello sguardo solo quando c’è qualcosa di serio in ballo. “Ok, arrivo!” ho detto. Non appena l’ho raggiunto nella sua stanza, ho chiuso la porta. “Oh, ma che combini? Che c’è di tanto importante??!”.

“Hai presente quando senti della puzza e non sai da dove viene?! Beh, questa volta ho deciso di mettere ordine a modo mio. Può essere anche che mi stia trascurando e il fetore ce l’abbia addosso, ma non ne sono sicuro. Alessandro, l’hai visto? Beh quello è un tipo che si doccia col profumo, ma sotto sotto, puzza un accidente. Son due settimane che mi gira in casa senza una valida motivazione. Me lo trovo sempre tra le scatole. Uscite, disco, ragazze. Fa il simpatico. L’amico perfetto. Ma puzza. E non caccia un solo euro. Tutto questo, da quella cena nella quale hai osannato il mio disordine. Forse, amico mio, grazie a te ho trovato la soluzione ai miei problemi”.

Non aveva ancora finito di parlare che si è catapultato sul balcone in comune col soggiorno: Simone si è messo a spiare Alessandro, rannicchiato e spalmato lungo il muro che collegava le due stanze. Vedere l’ospite-amico tramutarsi in uomo-verme, è stato lo spettacolo più agghiacciante della mia vita. Alessandro sembrava una sanguisuga: si muoveva con passi lenti, circospetti. Ronzava intorno a quel pacchetto di sigarette schiacciato contro la parete, tra il mobile della tv e la libreria di riviste porno di Simone. Ha provato prima con un piede, poi si è chinato allungando un braccio. Niente. Il pacchetto di sigarette pareva essere nel culo del mondo: per quando si dimenasse, non riusciva a braccarlo. Ha sbuffato, ha raccolto e arrotolato una rivista, si è smanicato la camicia …

“Guarda che quella cinquanta euro è falsa. E il pacchetto è vuoto. Sono solo svuotini”. Sotto il vecchio pacco di Camel, Simone ci aveva infilato la sagoma arricciata e sporca di nuvole grigie di una cinquanta euro. Era lì apposta. E anche il suo caro Alessandro.

Era vero che  profumava. Tanto. Ma in quell’istante i corpuscoli di quella costosa fragranza caddero attraverso la vergogna, le barriere della decenza e della dignità, mostrando per intero quel che era.

“Sono sicuro che ci avresti messo l’anima in quel buco, era una tentazione troppo forte! Com’è che a fare i bravi ci si stanca presto e ad essere stronzi non si è capaci di smettere?!”.

Alessandro uscì strisciando. Simone rimise al posto la rivista sgualcita dal suo amico-verme.

“Visto?! Basta un po’ di disordine per sistemare tutto. Comprendi le cose che valgono e quelle da abbandonare negli angoli impolverati”.

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