Novelle

La scarpa e il piede nudo.

Ho punti interrogativi lunghi. Lunghi quanto la mia scarpa. Una scarpa che cammina per conto suo da giorni, senza chiedere pause.

Ho risposte corte. Corte quanto il mio piede. Un piede che procede a singhiozzi, per via di una strada che non hanno ancora sistemato.

Ho un andatura bislacca. Bislacca come l’imperturbabile ostinazione della mia ricerca.

E’ ricerca che divora punti interrogativi e sputa piccole verità come sassi. Come i sassi appiccicati sulla mia pianta. Granelli di verità che col tempo, diventano le mie suole, le mie scarpe, il mio andare con passi piccoli e insistenti.

Troppe domande falsano un cammino. Brevi e intense risposte, garantiscono il viaggio.

Azzero domande e risposte, allora. Un piede davanti all’altro. E senza scarpe.

Solo piedi nudi e sinceri di accogliere e raccogliere briciole del Tempo, segnali di un percorso a cui altri non hanno fatto caso, perché hanno rincorso la scarpa degli interrogativi. Quella dei passi lunghi e veloci. Un scarpa che prima o poi conduce a cadute, se corre da sola.

Un pensiero riguardo “La scarpa e il piede nudo.

  1. I piedi nudi per percorrere e sentire la vita o un bel paio di anfibi per non farsi male nel sentiero dell’essere? Farsi male, soffrire ma amare la vita in tutti i suoi aspetti o ripararsi dalle sue asperita? Dubbio amletico…

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