Novelle

La sosta dell’amante.

Un’auto rossa parcheggia sotto casa. Nonostante lo spazio in prossimità dell’incrocio sia libero, la donna al volante consuma le braccia e si infila in un buco lasciato tra una Mercedes e una Fiat. Una danza per incastrarsi e il volto per nulla corrucciato. “Perché mai si è complicata la vita in manovre assurde, se lì davanti c’era tanto spazio da infilarci un camion a rimorchio?!”. Salgo a piedi e dalla scala esterna, do una sbirciata. La donna non scende dall’auto, ma spenti i fari, giocherella con il cellulare. Al buio di un parcheggio, da’ una controllata rapida al trucco: nello specchietto s’illuminano come piccole stelle i diademi penzolanti. Orecchini. Ora sono io in sosta, dal mio balcone. Osservo la donna che placida, si abbandona sul sedile: son già tre volte che passa in rassegna cellulare e orologio. Sento che la sua calma sta divenendo tensione, impazienza, preoccupazione. Soffocata vergogna. Più passa il tempo, più la natura di donna si trasforma. E’ un amante.

Ora comprendo le manovre per un parcheggio sacrificato. L’incrocio sarebbe stato un punto di passaggio: il lampione, la finestra dell’appartamento subito dopo, i fari delle auto, la precedenza da rispettare e i passanti. Tanti occhi e tanta luce. E poi le voci, la faccia del disprezzo, il biasimo. Per essere amanti, occorre ritagliarsi spazi. E aspettare. L’ora degli amanti si legge al buio, di sera, quando un po’ tutto si spegne con uno strappo secco al filo della corrente. Come aver aspettato magari una vita, immersi nella luce e nel frastuono soffocante dell’attesa, con la speranza che qualcosa di bello potesse riempire i giorni comunque grigi, i baci consumati, i battiti del cuore che tentennando hanno finto affetto. L’amante subisce l’attesa e lo spazio stretto come piccolo pegno e impegno. L’amore di nascosto forse è più bello, sacrificato, cercato e desiderato. L’amante è quell’individuo che dopo passi lenti, scopre l’ebrezza del salto, volteggiamenti del cuore col timore di poter cadere. Stare in bilico e respirare lentamente, fino a quando il fiato non si addormenta.

Rientro in casa e spero che la donna metta in moto e vada via. Voglio che torni al suo parcheggio, in quella strada illuminata perché è casa sua. Voglio che giunta lì, scenda senza aspettare. L’amore sa scegliere cosa è giusto. Ha solo bisogno di un parcheggio, una breve sosta. Per rischiare fedeltà ci vuole coraggio. Scegliere il giusto, è arte del cuore: anche la testa alla fine, s’inchina.

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