Novelle

I segnali della ferrovia

Non è di ieri, quando cercavo di essere adulto a tutti costi; non sarà di domani, quando di progetti resteranno parziali bozze e intenzioni sospese.
È di ogni istante che temo di perdere la vera voglia.
Ho una scodella di appunti, post-it arrotolati dal tempo, segmenti di correzioni e matite sbucciate con la lama degli errori. Un nuovo tipo di scrittura per creare archetipi reali e possibili, come quelli che non vincono mai e nonostante tutto continuano ad allenarsi per migliorare.
Un vecchio qui affianco sta indicando un indirizzo a un tale che ha la faccia da straniero: è incredibile quanta fatica si compia nel comunicare una strada dritta. Eppure è proprio qui di fronte, bella, monumentale, chiara. Basta allungare il passo e percorrerla. Ma il vecchio insiste nel suo sproloquio, continua a ripetere che non è così semplice come sembra, che in tanti hanno fatto lo stesso errore. Lo straniero scuote la testa, non capisce. Abbandona il vecchio che parla ancora. È solo, ora, come solo lo straniero che pian piano si allontana divenendo simile ad una piccola macchia.
All’orizzonte non c’è piu’ traccia del suo arrivo.
“Non ci arriverà mai: c’è una ferrovia aperta, senza segnali e sbarre. Quando passa il treno, lo vedi solo per pochi istanti. I rumori della natura ne coprono il passaggio che sale dalle rotaie, così pensi non arriverà in quel momento. Non quando ci sei tu. Ma la ferrovia, come bastarda, taglia la strada dritta con una curva, tra vecchi e centenari alberi frondosi. Per avvertire il pericolo occorre guardare da lontano la coda di alberi: se cadono foglie, il treno arriva e scuote senza pudore le chiome verdi. Tentavo di dire questo allo stupido straniero, ma è partito senza nemmeno che potessi alzarmi in piedi”.
Il vecchio saluta, saltellando su stampelle.
“Io l’ho scampata” dice ” adesso non ti resta che osservare le foglie cadere e il treno passare. È davvero uno spettacolo meraviglioso la consapevolezza di averla fatta franca alla bastarda della ferrovia!”.
Segnali dunque da non trascurare. Così riprendo appunti e post-it, per correggere passi sbagliati. Ascoltare il sibilo degli errori per farla franca ad una storia che possa scrivere un lieto fine,
Perché adulti e intenzioni prima o poi passano per una bella strada dritta, tagliata da una ferrovia bastarda.

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