Novelle

Un girotondo lento.

Nonostante tutto, continuo a vedere le cose per quel che vorrei, perché sono lento. Ingoio a piccoli bocconi per colpa di uno stomaco delicato: non ho ancora imparato a digerire e assimilare la sostanza dei miei pasti, forse perché fino a poco fa, gettavo tutto di forza, in fondo allo stomaco. E che male c’è ad andar piano e a non seguire il ritmo di una cena che non mi convince?

La differenza sta in come decidi di vedere le cose: per quel che sono, o per quel che vorresti. E’ semplice. Un mondo di carne o uno di fantasia. Seduti alla grande tavolata della vita, mangiamo le stesse pietanze, ma in tempi diversi. C’è chi ingoia per saziarsi e chi per gustare; chi assaggia di tutto e chi preferisce questo e quello; chi sorseggia vino e chi lascia il posto per una sigaretta all’aria aperta. C’è chi si preoccupa del conto e chi sa che comunque dovrà pagare. L’uno di fronte all’altro stiamo ad osservare, analizzare, giudicare, ritenere e infine, sostenere. Reggiamo il confronto grazie a un paniere ricco di scuse e giustificazioni: lo porgiamo come a servire un pezzo di pane con cui accompagnare pietanze, senza tener conto che alla fine, tutti andremo via, per le nostre strade, solo con uno stomaco più o meno soddisfatto. Il resto sarà nella testa, nel mondo che continuiamo a vedere con gli occhi che guidano azioni o distrazioni.

La verità, tuttavia è un’altra. Che mangi o stia digiuno, non importerà a nessuno. Che sopravviva o muoia all’improvviso, sarà solo il dispiacere di una giornata; quanto grandi siano infine, i miei desideri o le mie paure, sarà  materia da discutere dopo aver soddisfatto i bisogni altrui. Perché dobbiamo essere forti per gli altri, presenti, entusiasti o dispiaciuti all’occorrenza. E’ quel che ci chiede il modo di fare corretto, perché così si fa: non si deve essere egoisti per sé, ma per gli altri.

Piccoli mondi, tanti girotondi. Chi gira lento, chi rotea in fretta. Ma piccoli mondi, comunque. La differenza sta in come decidi di vederti: per quel che gli altri vedono, o per quel che vorresti essere. Per te. Giro lento, dunque per non perdermi nemmeno un pezzo di quel che sono, rischiando di restare indietro o distante da quel che gli altri vorrebbero che fossi.

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