Novelle

Il tempo nella borsa.

Quel che rendeva speciale il guardiano Nino, era sotto gli occhi dei clienti senza che essi ne apprezzassero davvero il senso. Il suo mezzo busto nascosto nel gabbiotto, quasi lo incastrava come icona, un santo, un’immagine a cui portar rispetto e forse anche fiori freschi. Pareva sepolto in quella divisa blu e mai un’espressione sorridente gli rovinava il viso piatto. Nino contava le ore, fagocitava minuti, memorizzava targhe. Nino non smetteva un secondo di contare, tanto che le lancette appese al muro, terrorizzate dalla sua presenza asettica, non di rado si fermavano. I clienti al passaggio salutavano appena con un cenno della testa, quasi che quello di Nino fosse un onere, una punizione: vigilare sulle loro auto costose e abbandonare ogni forma di vita in quel gabbiotto, ché tanto loro se la giocavano fuori di quel parcheggio. Quando poi scendeva il silenzio, i motori si scaldavano per pochi minuti, il tempo necessario che dalla confusione delle auto abbandonate di fretta, tutto si rimescolasse e rientrasse nei ranghi: l’ordine delle strisce e dei posti auto numerati. Come soldatini Nino, sistemava tutto, metteva in riga catorci e giganti della strada, utilitarie scadenti e bolidi da chissà quanti mila euro. Per lui, erano tutte uguali. Freno, frizione e acceleratore. Forse qualche sensore faceva la differenza, tuttavia Nino non ci badava: trattava tutte allo stesso modo, perché tanto il tempo era uguale per tutte.

Ciò che rendeva speciale il guardiano Nino, era la cura del tempo: tanto per gli altri, poco per se stesso. Questo appariva, oltre quel gabbiotto. Notti in bianco, silenzi rimaneggiati a esistenziali domande, appunti lasciati su qualche ricevuta. Questo quel che era all’interno. Avevo scoperto la consistenza del tempo. Cinque minuti non erano una porzione breve, ma trecento secondi. Era un nascere ogni istante e meravigliarsi di piccole cose, come la foglia trascinata per la corsia B da sibili di un vento leggero.

“Immagino che noia starsene tutto il giorno in questo inferno!”  disse il signore del macchinone in C22.

“Dipende da quanto lungo è per lei un minuto. Sa quante stupidaggini si possono evitare in un minuto?!”.

“Tipo?”.

“Tipo perder tempo con chi il tempo lo usa come una borsa da riempire. Io per esempio la svuoto. Nel mio tempo ci ho trovato un sacco di cose che altrimenti avrei perso se non avessi fatto questo lavoro”.

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