Novelle

Maledizione benedetta

Ho bisogno di maledizioni. Anzi una, una sola: sincera, profonda, cinica e cieca. Ho bisogno che essa non sappia chi sono, ma si lanci senza smorfie e senza esitazioni. Voglio essere maledetto e perseguitato da una voce nemica evidente, neutralizzato e messo a terra così come fanno gli amici, quelli delle pacche sulle spalle, quelli che sono sempre presenti quando non ci sei, quando sei lontano perché distante ti fanno sentire. Voglio l’ingiuria sprezzante che smonta l’ennesimo sogno, che disegna nuvolette da cartone animato su realtà che credo assolute. Voglio esser deriso per ciò in cui credo.
Le sante parole e benedizioni degli amici non hanno più effetto.

Esse non si illuminano più come una volta quando continuavo a ringraziare per tanta generosità: ho benedetto falsità e opportunismo. Solo ora infatti benedico maledizioni perché in esse ritrovo la spontanea verità.

Cosa nuoce, dunque?! Una benedetta falsità osannata, o una, forse anche giusta, maledizione?
Dove proverò meno male? Dove sopporterò la verità?!
Nel luogo in cui i sogni non saranno ingannati piuttosto che infranti. Un cuore aspro è di quelli che gira a vuoto; un cuore colpito a volte rallenta e combatte se gli va. Solo se almeno, i suoi sogni sono maledettamente veri.

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