Novelle

La sigaretta elettronica: illusioni e soluzioni.

CAPITOLO ‘DECIDETE VOI’

Da un po’ di giorni, mi gira male. Non sono per nulla soddisfatto di come le cose stanno mettendosi: c’è un caos che disturba la mia quiete, infatti scorgo da lontano ‘fantasmi’. Sono esseri animati che saltellano frenetici. I famosi problemi: sono tutti in coda che prendono il numerino e si presentano al mio ufficio crediti. Ogni situazione pare girare nel verso storto. Ma c’è una realtà che persiste a causa e merito della volontà. Tra meno di un settimana, festeggerò il primo mese in compagnia della mia prima sigaretta elettronica. Il web si è scatenato in merito; il Ministero della Sanità ha dato parere negativo; i consensi tuttavia aumentano e c’è chi guarda con diffidenza questa novità, escludendola come alternativa. Bene, visto che se ne sono dette tante, provo a dire la verità. Iniziando dai preliminari come si fa col sesso. Parto dalle intenzioni, le situazioni e le voglie.

Ho scelto di ‘provare’ la sigaretta elettronica per UNO ed UN SOLO MOTIVO. Risparmiare. Qualora infatti questo vizio non avesse gravato sull’economia dei miei conti, avrei continuato a fumare le normali sigarette analogiche. Purtroppo, “me, son mi” e devo adeguarmi alla crisi, alle tasse, alle spese improvvise e anche a qualche uscita di piacere. Nel calcolo fatto sinora, la salute, non ha avuto minimamente rilevanza, e questo perché sono un fatalista. Se le cose devono succedere, succedono e basta. Non aspettano che nel frattempo ti adegui e ti tolga il vizio. Fumo dalla maggiore età e se dopo sedici anni non ho provato un seppur minimo ribrezzo della cosa, evidentemente l’ho accettata dal profondo del cuore.

Mi piace fumare. Condannatemi, issate striscioni di protesta, fate tutto ciò che è in vostro potere: adoro la sigaretta.

Ma il portafogli, un po’ meno. Così sono entrato in un negozio specializzato ed ho investito sul mio dannato e odiosissimo vizio. Non vi sto a raccontare il tempo che ho sprecato per l’attesa: pareva un centro smistamento profughi. Mai vista tanta calca in vita mia, giuro. Ricevute le dovute spiegazioni, ho preso il mio starter-kit e mi sono incamminato in questa nuova esperienza.

Innanzitutto si svapa e non si fuma. La prima sensazione è una vera delusione: la sigaretta analogica a causa della combustione tra carta, nicotina, tabacco, genera un colpo diretto già sul palato. In pratica aspirando una bionda, si ha già la bocca piena di fumo: questa prima sensazione nella e-cig manca, perché non c’è combustione diretta ma vi è una resistenza che produce vapore. Diciamo tipo aerosol, per intenderci. Il primo impatto lo si ha in gola. Il famoso hit, colpo in gola appunto, che genera quella sensazione tanto amata dai fumatori: la soddisfazione di inspirare e cacciare nicotina. Perché questa novità diventi abitudine e assuma i contorni di ordinarietà, occorrono circa due giorni, il tempo che l’organismo si adegui a questo nuovo tipo di vizio. Personalmente posso giurare di non aver sentito troppo la mancanza delle mie venti sigarette giornaliere: probabilmente ho svapato più del dovuto, ma pian piano la frenesia di boccheggiare è diminuita ed è rientrata in quelle che erano le mie normali abitudini da fumatore. Ho iniziato utilizzando un gradiente di nicotina alto (18 mg), per poi scendere a 12. Al momento utilizzo aromi certificati e sigillati di una nota marca di caramelle, assumendo lo 0,8 % di nicotina.

Per chi è un accanito fumatore e non pensa nemmeno lontanamente di smettere, questa è la mia testimonianza. Magari servirà a poco, forse metterà solo un po’ di curiosità. Da quanto ‘svapo’ , non fumo. Non è un modo di dire, ma una realtà: non tocco una sigaretta normale da quasi un mese! Per me è un risultato eccezionale, considerando il fatto che davvero non soffro di crisi d’astinenza, né provo invidia verso coloro che continuano a recarsi al tabaccaio per acquistare il solito pacchetto, anzi già dopo una settimana di astinenza piacevole (perché svapare al sapore di cioccolato, o rhum, o caffè è una sensazione anche divertente!), ho provato orrore nel sentire la MALEDETTA PUZZA DI FUMO che le normali sigarette cacciano! E’ da veri rincoglioniti ammetterlo, ma GIURO che è la verità. Tant’è che i primi incubi si sono già affacciati (e qui sorrido!). Ho sognato circa una settimana fa, di avere tra le mani una sigaretta normale e buttarla per terra dal momento che non era mia intenzione fumarla!

Cosa è cambiato in questo mese?! Nulla! I problemi ci sono sempre, quindi la voglia di fumare non è stata per nulla agevolata; ho superato il mega cenone di Natale e Capodanno senza rimpiangere la mia tabaccosa bionda; non puzzo più come un mese fa; il mio conto corrente respira un po’; non devo aprire finestre e finestrini per cambiare aria viziata … e svapo come se fumassi.

Passare a questa e-cig comporta impegno, tuttavia. “Fa più male delle sigarette!”; “Ci mettono le sostanze dentro!”; “E’ solo una moda del momento!”; “Comunque non ti togli il vizio!”. A mio parere, chi utilizza la e-cig e continua a fumare le analogiche (dicendo ‘fumo la metà’) un po’ si inganna: o una o l’altra. Dal momento che non siamo capaci di eliminare definitivamente questo stramaledetto vizio, dovremmo per lo meno decidere a quale vizio assoggettarci, con la differenza che svapando, davvero si ha la possibilità, volendo, di diminuire la percentuale di nicotina (che già è notevolmente inferiore alle classiche). Fesserie invece le voci che credono che faccia più male svapare anziché fumare: è solo politica. Le multinazionali stanno perdendo clienti, così come il monopolio. Le sostanze (gli e-liquid) sono realizzati con glicosi: prodotti comuni che si trovano nelle sostanze che mangiamo tutti i giorni. In merito al fatto che è divenuto così popolare che è quasi moda (a differenza delle prime sigarette elettroniche che non hanno mai riscosso successo), forse è vero, ma è altrettanto vero che funziona, altrimenti non staremmo qui a parlarne. In ultimo, è comunque un vizio. Su questo non ci piove, ma se permettete, alzo la mano e dico la mia: ricordate la motivazione che ho citato all’inizio? Ho cominciato per risparmiare. Bene, adesso continuo per smettere, santa miseria! In meno di un mese ho diminuito la percentuale di nicotina, dunque se è stato possibile un miracolo simile, evidentemente con un minimo di buona volontà si può sperare di arrivare all’incredibile traguardo di smettere. Magari continuerò a svapare, ma con una percentuale di nicotina 0. Vi pare poco?!

Non sono qui per indurvi e tentarvi, perché comunque non ci guadagno nulla. Tuttavia rendere il giusto merito all’oggetto più chiacchierato del momento, era doveroso da parte mia, visto che ci sono dentro fino al collo. La sigaretta elettronica non toglie il vizio, ma può aiutare. A chi mi chiede: “Ma funziona veramente?!”, rispondo

                                              BISOGNA FARLA FUNZIONARE,

altrimenti è vapore che si spreca. Il lato divertente della cosa, è che non è costato alcun sacrificio finora, giusto il minimo, il necessario che mi permette ogni mattina di passare dal mio vecchio tabaccaio, e sorridere.

E intanto svapo.

3 pensieri riguardo “La sigaretta elettronica: illusioni e soluzioni.

  1. Non si sa quanto sia innoqua e tendenzialmente sono una persona diffidente dai rimedi alternativi, ma come fumatore incallito, nella scelta di quello che potrebbe essere un “male minore”, fumo questa sigaretta elettronica da un anno e mezzo http://www.vaporeblu.it Ho recuperato fiato, non ho più la gola infiammata, la tosse é sparita! Adesso non mi resta che convincere mia madre a cambiare perché l’esperienza é nettamente inferiore alla sigaretta tradizionale, ma é efficace!

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  2. Concordo ogni singola parola!! ^^
    Certo, mi aspetto da un giorno all’altro una Minzo-news del tipo che il vapore acqueo è cancerogeno; o magari il divieto di aprire l’acqua calda in casa…
    Ma d’altronde è prevedibile. Lo stato ha tutto l’interesse affinchè l’industria dei tumori continui a generare profitti!! -__-‘
    Ma io me ne ultrafotto, e SVAPO!!!! 🙂

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