Novelle

La mia sedia Libera.

C’è una sedia in casa che non uso mai: vive di polvere e solitudine perché “siede” tranquilla in fondo alla cucina. Si chiama Libera ed è la mia sedia per antonomasia. Libera è la mia sedia preferita. Spesso si trascina di nascosto, si infila negli spazi vicino alle gemelle e annusa culi e piedi di coloro che vi si accomodano. I miei ospiti. Le sorelle, pari e identiche sedie come lei, si pavoneggiano, rendendosi uniche ed esemplari, si fanno comode, argute e pronte per esser trasportate in ogni stanza, in ogni luogo. Anche fuori casa. Libera invece è ostica, antipatica, poco accattivante: se ne sta serrata sotto il tavolo che quasi non la si nota. Quando mi affaccio in cucina e pranzo al mio solito posto presso il tavolo colazione, la osservo e rifletto. Immagino il giorno in cui per errore, Libera assaggerà un culo, un peso, degli odori che le si imprimeranno sul legno vergine; sogghigno al pensiero di vederla vacillare e saperla infastidita: Libera non è sedia accomodante, non è piacere di star seduti a dir chiacchiere e bere in allegria, non è un momento da vivere con spensieratezza. Libera è un monito. Libera è sinonimo di contrari: è il poter giacere con la consapevolezza di aver responsabilità, doveri, impegni. Ti ci puoi sistemare giusto il tempo di farti forza e sollevarti con duemila watt di volontà; Libera è la possibilità che ti dai di non lasciar nulla al caso, nulla in sospeso, una partenza da non rimandare, un saluto per rimediare, un abbraccio da regalare, un concetto da approfondire: Libera è il significato di una vita che non può farci sedere col culo per terra, proprio nel momento del bisogno, nell’istante del dovere, perché ce le dobbiamo ritagliare le situazioni da ricordare, incorniciarle e saperle nostre. Nostre conquiste.

Chissà perché poi, quando penso a Libera, mi blocco. Sono fermo. L’occasione per non dimenticarmi di lei, me la regalo nei momenti di ozio, seduto accanto ad una delle sue sorelle, una di quelle sedie normali nelle quali è ovvio che debba poggiare il culo. Libera invece non si fa toccare dal mio fondoschiena. Ci metto i piedi, perché in un modo o nell’altro, con Libera sono sempre in alto, vado sempre oltre.

sedia-senza-gambe (Fonte: Google Immagini, Sedia senza gambe)

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