Novelle

Un autore in cerca di personaggi

Finalmente sono giorni che non scrivo: la mente prende respiro e anche qualche lettore ne trova giovamento. Star dietro ad uno come me è come dover sopportare un caro amico che ha sempre qualcosa di nuovo da raccontarti: ci son le volte in cui, però vorresti che la sua vita fosse un film muto. Ecco dunque che, cosciente di questo ‘terribile’ vizio, violento un po’ le mie voglie e me ne sto buono buono. Dedico del tempo a me stesso, per esempio, leggo.

Ieri sera, dopo aver chiuso la mia ultima lettura, me ne sono andato a dormire con qualche chilo in più addosso. A me leggere, mette peso. Mi sento gonfio, pesante, avvinazzato da pagine inebrianti, quasi fosse una fatica dover prendere sonno. E infatti, infilatomi sotto le coperte, continuavo a rigirarmi come in balia di una giostra che di divertente aveva solo la mia insonnia che insisteva nel prendersi gioco di me. Ho iniziato a farfugliare pensieri sulla giornata, raccontandomi favole, contando ogni tipo di bestia che saltava staccionate. 
Niente, la lettura mi aveva scaricato adrenalina che doveva in qualche modo esser consumata. Proprio quando mi son deciso a scender giù dal letto per buttar giù due righe di qualcosa sul mio pc, un brivido di terrore mi ha raggelato.

Voci. Rumori. Passi.

In soggiorno c’era qualcuno.

Ho iniziato a tremare, a sudar freddo, a pensare così velocemente che i neuroni urtano l’uno con l’altro. Ho afferrato così la prima ‘arma’ a disposizione: l’asta per appender abiti. Credo che quella punta ad uncino – seppur di plastica – avrebbe potuto difendermi, avrebbe reagito al mio posto. Lentamente ho attraversato il breve corridoio, ho teso l’orecchio sulla porta accostata ed ho cercato di dar concretezza al mio terrore: i ladri in casa. Sentivo diverse voci. Erano tante. Ormai ero certo di esser in incubo nel quale non avrei avuto via di scampo, tanto valeva farsi avanti e tentare una diplomatica resa. 
Ora che ci penso, sono stato un idiota.

Ho aperto la porta di scatto.

“Ah finalmente, ti sei deciso?! Quanto altro ancora dovevamo aspettare!??”.  
Non potevo crederci. Erano tanti. Sette o otto almeno, non riuscivo a distinguerli tutti. Dalle retrovie avanza una carrozzina. Un disabile. Affianco a lui, un cane.
“E’ da un bel po’ che non ci si vede! Ed è da troppo tempo che ci ignori. Abbiamo voluto farti una sorpresa: riunione di condominio! Come vedi ci siamo tutti … io, Carlo, Brigitte, Andrea, Stefania, Mollica, Mario, Carmen, Laura, Matilde e Tonio. Stiamo solo aspettando la new entry… ma non siamo certi che arrivi per il momento. E’ oltre un mese che non ci dai fiato, che non ci regali un momento, una gioia. Guarda, andrebbe bene anche una bella pagina triste, di quelle che ti invitano allo sconforto, ti buttano giù, ti fanno sentire una nullità”.
Ho pensato che stessi sognando: non poteva esser vero, come non erano vere le mie storie, quelle che leggevo, quelle che continuavo a vivere nella mia testa.
“Continui a non credere, Tommaso?! Siamo noi, siamo i tuoi personaggi: tanti te stesso nei quali hai versato vene di idee ed emozioni. Siamo l’anima del tuo bisogno, siamo il cielo scuro sul quale hai dipinto un bell’arcobaleno.”
L’arcobaleno, già. Ed ho sorriso.
“Ancora non capisci?! Il tuo scrivere racconta ciò che vedi come opera di ringraziamento per ciò che vivi. Hai bisogno di tracciare un segno del vissuto per scendere nel profondo. Anche se personaggi delle tue storie, siamo i veri autori dei tuoi desideri, dei tuoi bisogni, della tua voglia di urlare o di piangere. Non fai altro che chiedere di noi, ogni santo giorno, per saziare doveri e necessità. Autore in cerca di personaggi. Quindi anche se deboli, continua a disegnarci, anche perdenti se preferisci, perché in un giorno di pioggia, basta un raggio di sole per disegnare l’arcobaleno. E tutto si illumina”.
 
Non è vero niente. 
Nella mia testa, il cuore batteva. Nel mio letto mi son addormentato chiedendomi cosa pensassero davvero i miei personaggi. Mi chiedevo se in qualche modo, li avessi fatti vivere davvero.
 Inutile dire quanto mi son sentito vivo al risveglio: un autore in cerca di continui personaggi. 

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