Novelle

Il vizio dello sporcaccione

Insozzarsi è davvero un nobile vizio: ha di un sano dentro, che non c’è limite. Tutte le volte che decido di abbandonarmi nella palude della sozzeria, sono cosciente che non sarò facilmente sazio. Sozzo e sazio sono belle figure e con me vanno sempre a braccetto, perché adoro sporcarmi ed essere sporcaccione.

Conservo e raccatto ciò che gli altri

scartano, rifiutano, disprezzano, calpestano, ignorano, denigrano, insultano, schiaffeggiano, deridono, maltrattano e infine, nascondono sputandoci sopra un’occhiata di veleno da congelarne la dignità.

Sono un adorabile sporcaccione smaliziato: ho imparato a interagire con la merda perché così come la Vita, ogni prova, situazione, sentimento, ha un cuore e una scorza.

                                                                               C’è chi pretende di gustare il frutto divorando ogni cosa senza prendersene cura, chi invece ha la pazienza di scoprire poco per volta il nocciolo, il cuore e cogliere l’essenza. Una scorza non vedrà mai denti tosti che potranno masticarla. Il cuore, è solo per chi sa davvero gradire.

Per questo scavo tra gli scarti della società: accolgo ciò che gli altri rigettano, perché ho scoperto il segreto degli stupidi. E mi accontento di non urlare fame e voracità, ma solo briciole da cercare, tra il sudiciume vero di chi la sozzeria l’ha davvero creata.

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