Novelle

Da grande

Immagine
 
“Per quel che mi riguarda, a quindici anni il mondo è già piatto, dunque preferisco cavalcare il mio skate e scivolare per non cadere mai. Mi sento più sicuro, quando corro via su una tavola”.
Ilaria stava puntando la biro rossa sull’inciso “skate”, ma le parve una violazione: Paolo sarebbe andato su tutte le furie e avrebbe avuto ragione da vendere, dal momento che quel mondo era così piatto da divenire pietanza che non faceva più gola nemmeno a se stessa. Riprese la lettura di quel compito, una tesina che avrebbe dovuto aprire l’invenzione e spaziare senza limiti, senza costrizioni. 
“Voglio… vorrei!”
I limiti che Paolo denunciava in fondo, erano limiti di natura, principi di base, elementi fondamentali. Decise allora di mettere in pausa la lettura, per approfondire la questione.
 
“Dove hai preso questa forza, Paolo?”.
“Di che parla, prof?”.
“Del tuo skate”.
“Ah! E’ l’unico posto che mi fa credere di essere qualcuno. Con i piedi per terra non ci so stare”.
“Dove è l’errore?”.
“Troppe domande, prof. Il tempo delle interrogazioni è troppo lungo: qualcuno dovrà pur darci delle risposte”.
Ilaria annuì.
“Quale ti infastidisce di più?”.
Cosa vuoi fare da grande?! E’ una domanda così stupida, specie se fatta dagli adulti. E nessuno che prova a raccontare se è divenuto grande davvero, se è riuscito ad essere quel che voleva da piccolo. Appunto. Cosa volevi essere da piccolo? Chiederei. E anche, A cosa ti sei ridotto ora?!“.
“Immagino che da grande tu non voglia esser nulla…”.
“Il problema, prof, è che da grande non esiste: ogni giorno è un giorno in più a chiedersi cosa si farà, e ogni giorno è un giorno perso per quel che non si è fatto. Da grande voglio fare … e poi da grandi si è pieni di padroni, di leggi, di schemi, di voci verso cui inchinarsi. Da grandi ci sono sempre i padroni a comandare, che sono coloro che regolano la vita di tutti perché da piccoli hanno avuto idee migliori per farsi avanti senza chiedersi mai cosa avrebbero fatto, perché lo stavano già facendo. Io ho scelto di correre per allontanarmi dai grandi, verso quelli che sono i miei progetti. Questo è quel che ci avete preparato: io non lo accetto. La vita spesso non è quella che si vuole, ma nemmeno quella che si vive davvero. Questa è una cosa da grandi: se non la vivrò a dovere, sarà solo colpa mia”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...