Novelle

Il discorso del cane Gedeone.

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Nella penombra del grande parcheggio serpeggiava l’auto di sorveglianza tra colonne contraddistinte e strisce evidenti. Era un deserto disegnato con una semplice linea di orizzonte, tanto che il vigilante disperdeva gli occhi negli anfratti improbabili, ché il vuoto era così pieno da offrire sempre un’illusione vacua. Alcuni passeri schizzarono all’improvviso dal nulla, dirigendo il volo verso le corsie della zona A1. Nel silenzio di colonne e strisce, il dimenare delle ali ruppe come una fucilata. Sorrise un poco il vigilante e placò la tensione con una smorfia di approssimazione: a breve avrebbe avuto da fare sul serio, tanto valeva risparmiare le forze.

Puntuali come al solito, i primi umani occuparono il parcheggio. Il moto sparso uniforme delle auto, equivaleva a puro divertimento: c’era chi se ne stava appartato, chi si addossava alla solita colonna, chi si schierava a cavallo di due strisce, chi di traverso, chi con le spalle al muro e chi di culo. Nell’auto di sorveglianza, un tenero mastino dimenava le orecchie là dove i rumori più intensi attiravano la sua curiosità.

“In un parcheggio così vasto, pare che nessuno trovi pace. Ho come l’impressione che si nascondano. Tu che ne pensi, Gedeone?!”.

Il muso corrucciato del cagnaccio si volse con insofferenza.

“Ancora con ‘sta storia di far discorsi con me?”.

“Non dici niente eh, bestiaccia!” e l’accarezzò con energia.

“Chist’ è proprije sceem! Ma bbuò fa’ l’uomm o no?! Eh statt’ ferm ch’ stì mman che non ho bisogno di coccole. Mi porti a lavoro con te, perché poi?! A ”ffa che?! A vedere altri umani che se ne stanno buoni buoni nelle strisce fatte da altri uomini? Strana, ‘a ggente, però! Dico io: hai finito di lavorare? Hai un’ora di spacco, ‘na mezza pausa? Eh fatt na cammenata, no! Poi è normale che siete stressati. E’ normale che vi mettete a parlà con gli animali! State in gabbia per otto ore, a faticà… potreste rilassarvi con due chiacchiere, una telefonata a casa, un poco di sana comunicazione…  e invece che fate? Vi schiaffate dint a n’alda gabbia, tra colonne e strisce. A dummeniche poi, per distrarvi che facite?! Ve ne andate allo zoo! Ma tenete ‘na mania per le gabbie! Tenete la libertà sotto mano e facit sempre l’elemosina per un poco di problemi? A parte chiagnere sempre… che facit di buono?! Sapite sule da’ certi nomi  ‘i merda alle bestie?!”.

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