Novelle

Il viaggio all’inferno con la caldaia rotta.

Adesso vieni con me, metti da parte la tracolla, sfila via la camicia e calati i jeans. Non vorrai venire spoglio così, con solo quelle scarpe orrende? E quei calzini?! Via anche gli slip, uomo. Ti voglio nudo perché nel luogo in cui andremo, sarai costretto a sudare.
Ti porto all’inferno!
Cosa ti spaventa, amico? Le battaglie più dure si consumano in terra straniera, nei posti in cui avverti solitudine, in cui l’aria è rarefatta, in cui persino il cielo ti pare un pannello fissato in alto con chiodi, quasi fosse una bara, la tua fine eterna. Ecco in quel posto, in quell’inferno che demonizzi, voglio farti fare due passi, a piedi nudi, col tuo sesso libero, le tue spalle infreddolite e le mani tremanti. Dov’è il tuo coraggio, uomo? Dove la tua fede?! Sputa fuori il verbo e costringimi a pentirmi, qui e adesso, su questo terreno scivoloso, dove ogni mattina devi farti il segno della croce sperando di non perdere un misero lavoro che sporcherà i denti con un po’ di pane; qui e ora, con questa gente con la quale devi combattere di astuzia e compromessi, perché caro amico, se non scendi a compromessi, se non ti ficchi la lingua in quel posto al momento opportuno, finisce che te la strappano loro zittendoti una volta per sempre; qui e ora, in questa casa da proteggere con tutte le forze, anche se le braccia cercano riposo e sollievo; qui e ora, su queste strade che invitano a camminare e saltare fossi, spingendo le gambe sempre oltre, perché se ti fermi non sei perduto, ma finisci inghiottito dal percorso stesso…
Raccontami invece, com’è la vita dalle tue parti, in quei posti in cui avete una definizione per tutto, un giudizio per ogni cosa, un insegnamento del cazzo da pronunciare quasi veniste da un altro pianeta.
Caro fratello, la verità è che viaggi sempre seduto su di un treno con le tendine serrate. Non c’è aria, non c’è panorama, non c’è spirito di avventura che regga e valga un percorso. Di tanto in tanto ti affacci dal finestrino, saluti con la mano e poi parti. Sei solo di passaggio e tutto ciò non ti condurrà in Paradiso nemmeno se vincessi una vacanza premio nell’alto dei cieli: non sai goderti la vita, figuriamoci la post-vita!
Strano che tu abbia freddo all’Inferno, avranno forse qualche problema alla caldaia?!
Ed ecco svelato l’arcano.
Non c’è Inferno, né Paradiso, c’è quello in cui tu credi; non c’è Dio, non c’è Diavolo, c’è solo il Bene o il Male da scegliere. E ti dico una cosa nuova e diversa per le tue orecchie: non occorre un catechismo speciale, ci vuole un’anima libera, un cuore dinamico che non abbia paura di sbagliare, perché il vero peccato è non provarci, a parte dire parolacce o commettere atti impuri, come credi.
Se non hai denti da mostrare, con cosa ti difenderai? Se non esponi la lingua quando sarà chiesta la verità del cuore, come pensi che possa credere alla tua parola?! Se non mostri braccia e gambe su questa terra, dove pensi potranno esserti utili?! In Paradiso?! O all’Inferno?!
Se non ti tocchi, non sai di cosa sei fatto; se non ci provi a conoscerti, come saprai di cosa ha voglia il tuo gusto?!
Vedi, continui a coprirti il sesso mentre continuiamo il nostro viaggio…
Cosa ti fa più vergogna, essere nudo o guardarti nudo?!

Rispondi a te stesso, uomo, e vedrai che un biglietto in prima fila per questa Vita ti spetterà di diritto! Forse così, anche sbagliando da umano, con denti, lingua, braccia e gambe, anche la tua anima sarà salva.

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