Letture

Alfredo, la super suora e la suora morta

È la suora più importante. Me ne accorgo da com’è conciata, un abito ben stirato e una croce grossa quanto il petto corposo. Ha un seno abbondante, la super suora.
«Alfredo, ti chiami così, vero?»
«Sì, Alfredo e qualcos’altro…»
«Sono la responsabile del convento. Mi hanno informata del tuo arrivo troppo tardi. Avrei preferito riceverti prima nel mio studio, per predisporti a tutto quanto.»
«Non ce n’è bisogno, sorella. Faccio il mio lavoro e vado via. Vengo solo in determinate circostanze, non mi piace fare amicizia con i clienti. Sennò dopo, ci rimango male. Lei capisce.»
Tento una via di fuga per sbarazzarmi del super pinguino. Continuo a fissarle il seno, che non la smette di far ballare il crocifisso.
«Se ci tenevo ad accoglierti, c’è un motivo.»
Mi spinge di forza nella stanza. Evito di guardare ancora. Non è il momento.
«Queste, per esempio, devono star chiuse. La discrezione e il silenzio, sono regole fondamentali…» Corre verso i battenti della finestra e, con arroganza, sigilla aria e puzza in due zone distinte: aria fuori, puzza dentro.

Adesso finalmente, è l’ora.
Mi volto e affondo gli occhi.
«Santa miseria, è una ragazzina!»
Super suora, tace.
Le pianto uno sguardo cattivo. Che le hanno fatto?
Un viso intenso di male. Una smorfia che vive ancora su quelle labbra rosa.
È ciò che vedo.
Un urlo soffocato in una pozza di sangue.
È ciò che mi pare di udire.
Una flebile intonazione di lamento, scossa da intense lacerazioni.
La fanciulla ha il bacino unto da un diadema porpora. Sangue andato e secco.
Ecco la terza fragranza. Femmina.
Vedo il fantasma di una creatura, sotto le lenzuola pesanti di rosso intenso, m
a è solo un’illusione. Una fottuta creazione della mente.
«Cosa aspetta? Vuole scambiarci due chiacchiere?!»
Chino la testa e raccolgo la rabbia per quell’insolente provocazione.
«Le prometto, super suora, che assaggerà presto il sapore di cappelle. Una mandria di indigeni le invaderanno l’utero, tanto che le sue gambe penseranno d’essere orfane. Difficilmente riusciranno più a trovarsi vicine»
«Oh, figlio di una santa donna!»
«Coraggio! Lo dica … mi faccia sentire la sua vergogna e lo sdegno! Cacci fuori il veleno, perché sa, se lo conserva troppo, ristagna»
«Le farò avere mie notizie da Pietro in persona! E ringrazi che non la sbatto fuori a calci!»
Adesso mi diverto.
Sotto l’abito, sta salendo l’umanità della super suora, si veste da donna e le bagna le gambe.
«Sa dove trovarmi sorella. Sono io che l’aspetto. Ed ora, sparisca!»
Senza voltarsi, uscendo, mormora:
«Non si faccia illusioni, era solo una sognatrice».

Da L’abito non fa il morto

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