Novelle

Cronaca di un pensiero cattivo.

Hai ragione!” dici, ma te la puoi ficcare su per il deretano ‘sta ragione! Sono stanco di aver ragione e assaggiare bocconcini di scuse contornate da occhi dispiaciuti; sono stufo di accarezzare gote unte di lacrime su labbra che mugugnano monosillabi; sono lontano da ciò che vorrei veramente e puntualmente mi trovo a strozzare in un pensiero cattivo. Le cattive abitudini altrui.
Hai sbagliato, amico!
Paga, santiddio!
Ogni mia scusa è stata respinta al mittente a suo tempo, ci hanno incollato sopra bestemmie e mi hanno relegato tra gli ultimi esseri degni di perdono. Ho graffiato la pelle dei miei aguzzini, implorando il pensiero buono della sera, la buona azione della giornata, l’opera di redenzione che si offre in ultima istanza: niente di niente, non hanno avuto pietà quei meschini e senza cuore. Così son diventato cattivo.
Sono insopportabile con me stesso e mi punisco, reclino ogni giustificazione: l’errore non ha seconde chance, per la verità non ne ha affatto, suicida di possibilità. Mi sono ammazzato più volte in questa vita, ho soffocato le preghiere verso me stesso e sono diventato esigente. Se piango, è sempre per colpa mia. I dispiaceri si consumano come strofe di una cantilena, le canticchio sotto la doccia e lavo via il buonismo con bolle di sapone.
Poi vengo fuori e mi ritrovo pulito.

Il cattivo pensiero mi condanna: negli occhi ho una mannaia, ma nella mano sempre dita pronte ad accarezzare. Sfioro con l’indice l’alone di peccato sulla pelle, su questa carne che chiede motivo di respirare ma che ti ostini a soffocare con le impurità del mondo: ne raccogli un po’ ovunque e poi le porti da me.
Perché mi tocca accoglierti con il più fragoroso ‘Benvenuto’?
Vorrei che crepassi, ma solo l’istante in cui ti pavoneggi. Poi torni uomo e ti vergogni. Se la indossassi spesso, questa vergogna, non vedresti l’ora di scucirtela di dosso, di infilarti sotto la doccia del pentimento e chiederti perdono.

Per la cronaca, ho pensato male e sono stato zitto. Forse per questo, non ho poi davvero ragione:
i cattivi pensieri hanno ragione da vendere, il perdono si offre sempre gratis.

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