Novelle

Come due gocce d’acqua.

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Legami come l’acqua col ghiaccio, quando scorre via e non lascia traccia: alla fine del percorso resteremo insieme, come due gocce d’acqua. Avrò sciolto nelle tue braccia e in fondo ai tuoi occhi ogni spigolo di cristallo, ogni superficie di marmo acquoso, duro e rovinoso. Chi mi tocca cade a terra, slitta sulla mia pelle fredda, schiva come ghiaccio; chi si ferma accanto al mio freddo, viene rapito e incollato a questa pelle, come ghiaccio che serra al gelo. Passami accanto, fonte di goccia pura, rovinami la pelle di specchio come ghiaccio e affoga i miei spigoli: io ghiaccio ho bisogno di te, per tornare a vivere, fluire. Legami alla tua forma, acqua che non sei altra, fammi danzare su corsi felici, perché a starmene incollato su pugnali di ghiaccio, finisco per impallidire, morire. 
Muoviti violenta e affogami, dissolvi la permeabile apparenza di ghiaccio, solo perché in tempi migliori, anch’io ero goccia. Ero vivo.

Ti aspetto per restarti legato, per bagnarmi di te. Per essere una cosa sola.

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