Novelle

Mi vergogno spesso e volentieri

Mi vergogno spesso e volentieri e non di rado, me ne pento.
E’ un dolce inferno dal quale mi sollevo tutte le volte che suoni alla mia porta: infilo una briciola dei miei occhi nello spioncino e ti annuso con lo sguardo, quasi spuntasse, sulla punta dell’indice, una goccia misteriosa che cerco di non disperdere. Ecco, è quello il momento della vergogna, ma tu non puoi saperlo.
Mi vergogno quando una porta ci divide, e per te, sono solo attimi.
Mi vergogno perché di fronte a un limite, non menti. Dall’altra parte invece, sottile e schiacciato a ridosso di una porta che mi prepara all’inferno, temo che possa tradire una smorfia, una nota di stanchezza, la svogliata abitudine all’amore.
E mi vergogno per questa paura, perché sono istanti nei quali niente è più vero di te sola che continui a cercarmi, ad attendere, a sostare dinanzi ai miei limiti senza vergogna e senza paura. Quel che ci diciamo con gli occhi distanti e separati, è l’amaro paradiso nel quale abbiam deciso di vivere, tra costanti insicurezze e obiezioni scontate di chi è sempre lontano da questa porta, pianerottolo di tenerezze nascoste.
Mi vergogno spesso e volentieri e non di rado, me ne fai pentire perché mi imbarazzo nel frattempo che ho già aperto la porta, immerso dall’abbraccio dei tuoi occhi, poco oltre quel limite che ormai non ci separa più.

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