Novelle

Alla faccia mia!

Quel che non sopporto degli sbirri, è lo sguardo: pare il confessore che, senza grata che ti occulti, arriva dritto alla penitenza senza passare per i peccati.
Mi dia almeno il tempo per pentirmi, padre! Eccheccazzo!” verrebbe voglia di rispondere, ma quello sbirro non aveva voglia di starmi a sentire, piuttosto se ne stava appoggiato al banco a fissarmi, proprio accanto a me.
Ero troppo imbarazzato per chiedergli “Ci conosciamo?”, dal momento che uno in divisa non lo puoi aver conosciuto ad una festa mascherata.
”Questa bottiglia…” dico, senza specificare il nome, perché in verità non lo conoscevo affatto: mi piaceva il colore dell’etichetta. Punto.
”Questa??!” mi chiede il tizio, in maniera scontrosa e un po’ stralunata.
”Sì, questa!” rispondo.
Non avevo mica detto quell’altra, perché il tal caso avrei indicato e sfiorato esattamente quell’altra.
”Faccio un pacco regalo?” mi fa.
Qui un poco mi destabilizzo: tanta accuratezza del particolare, mi fa venire il capogiro.
”No, grazie. La porto via così!” e mi guarda quasi avessi schiantato la bottiglia per terra.
E qui interviene lo sbirro.
”Se vuoi berti un Petrus da solo, posso farti compagnia”.
”Magari la prossima volta…” rispondo, ma senza guadarlo in faccia: preferivo restare in clandestinità.
”Allora è un dispiacere forte…” continua.
Questo ce l’ha con me!” penso.

“Non ho capito, mi scusi…”
”Devi aver del fegato per scolarti una bottiglia da settecento euro. O forse la tua malinconia vale tanto. Se stappi una bottiglia da solo, è certo che qualcosa devi dimenticare. Il primo sorso per te, il secondo per il ricordo. Finché non affoga. E così vai avanti per tutta la serata. Non c’è tristezza o malinconia che sia pregiata quanto un Petrus da settecento euro… perché devi essere capace di arrivare fino in fondo, devi scolarti il fondo delle cose per dire d’aver vissuto. Altrimenti resterai aceto, e quello serve solo per condire. Fatti un’insalata che magari ti passa: i dispiaceri vanno messi a dieta.”

Ecco un’altra lezione del cazzo. Tuttavia non ho settecento euro di spiccioli, così la voglia di sbronzarmi mi passa e me ne torno a casa ubriaco delle mie velleità, dei miei dispiaceri che tardano ad addormentarsi, delle mie paure che, nonostante tutto, continuano a brindare alla faccia mia.
Prosit, idiota!

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