Novelle

Ciliegie e noccioli.

Nonno Franco quella volta, rimproverò Hektor.

Il confronto con quel cucciolo d’uomo gli pareva un campo dissacrato da erbacce, e sapeva bene quanta disciplina occorresse ad un albero degno dei suoi frutti. Così per la prima volta, mise mano al giovane fusto d’uomo.

«Non puoi metter le mani nella terra di Santino!».

«Sono le nostre ciliegie!».

«Ma cadono dalla sua parte, quindi può farne ciò che vuole».

Nonna Marta accarezzò i capelli bruni di Hektor, tenendogli la manina per ammansirlo un po’.

«Non capisco perché Santino può rubare le nostre ciliegie!» – insisteva.

«Ben presto capirai che quando lasci andare qualcosa dall’altra parte del muro, quella cosa, non è più tua. È come se cadesse nel buio: non ti appartiene più, Hektor!» – lo rincuorò nonna Marta.

«E poi, se Santino assaggia le nostre ciliegie, a noi non da nessun fastidio: l’importante che sputi i noccioli sulla sua tavola!»

(Metà carne, metà ricordo)

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