Letture

Calendule ed Orchidee.

Lustrò le papille olfattive per tutta l’ampiezza della sua carne ed avvertì i capillari tendersi al loro passaggio. Timidezza e rassegnazione si costiparono, pronunciando echi smaniosi.

Giunse l’attimo di quel passaggio, il passaggio obbligato.

Ma andò oltre.

Il suo cammino toccò terra e concretezza.

E la rivestì.

“Calendula. Sei una da calendula”.

“Sbagliato!”.

“Calendula”.

“Orchidea, pazzo d’un fioraio!”.

Sorrise il pazzo fioraio.

“Perché ti prendi gioco di me! Perché continui a sfiorarmi? Cosa c’è oltre quel maledetto naso?!”.

“Dovresti andare. Ti sta aspettando. Ora è il momento!”.

“Cosa vuoi dire?! Cosa ne sai!”.

“L’altra, è andata via da un pezzo. E non è un segreto. Hai bisogno di farti annusare per sopprimere gelosia e odio. Non sei altro che il suo gioco. E non sai resistergli. Non passione, ma pena d’amore. Non Orchidea, ma Calendula. Adesso va”.

Riaccese le luci, svanì la magia. Restò solo un vaso pieno d’acqua.

Orchidee e Calendule, eran partite con lei.

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