Novelle

Sulla carta e sulla pelle.

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Logorroica era la voglia di starti sulla pelle e annusare quel filo di respiro che trattenevi per gioco, in silenzio.
Ti avrei parlato all’infinito intorno agli occhi, per vedere se ero capace di apostrofarli come facevi tu, quando ammiccavi;
ti avrei sussurrato sulle gote scioccherie, per vederle arrossire, perché quando ridevi, le tue labbra carnose illuminavano il viso;
avrei punzecchiato di insulti le tue spalle, perché odiavo quando riuscivi ad intossicarmi anche da ferma, standotene in disparte per tutta la serata;
volutamente avrei stonato la tua canzone preferita,  per vederti andare fuori tempo mentre la ballavi.
Se le promesse non fossero fatte di parole, farei del silenzio il mio più bel componimento.

E un po’ per volta, così, sto abituandomi ad ascoltare, ad attendere, a darti il giusto spazio, a regalarti quella cornice nella quale volevi brillare. Ora e in silenzio, sto ascoltandoti. La tua storia, la tua passione, il tuo essere unica e mia. E’ una storia che non smetterò di ascoltare.

La tua assenza non fa altro che raccontarmela.

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