Novelle

Nei giorni come tubi

img113

Non desidero niente più di ciò che non ho, sto fin troppo bene con le mie mancanze. Ho la vita piena di défaillances. Niente di speciale, solo che, infilato nei giorni come in tubi raffinati e ad alto scorrimento, avverto una certa repulsione a venir fuori. Il guaio più grande, a dirla tutta, è che in questi tubi ci si annoia un po’. Avete mai passato del tempo tra pareti che vi girano intorno con una monotonia asfissiante? Avete mai provato ad arrotolare pensieri, uno di fila all’altro, mentre essi seguono la scia di un girotondo, ben considerando che ci sia poco da divertirsi e che non si tratta di un gioco? E mando giù, di volta in volta, gli arrotamenti di pensieri che fanno scintille, anche emozioni a volte, per vivere con distrazione e libertà questi spazi stretti nei quali mi sono infilato. Giorni come tubi. Tubi dalle pareti lisce, in cui nulla scorre fluido ma scivola via, tubi di soluzioni che vedo e mando giù, sempre oltre quello stretto spazio che mi separa dall’ennesimo tubo che è il giorno di domani. Di volta in volta mi piazzo in un altro cilindro, anzi in un altro tubo, perché non è mai nessuna sorpresa o magia. Un giorno nuovo e un altro tubo, ma non mi nascondo: è solo che per venir fuori, ci devi passare per forza. E proprio quando mi pare che non ci sia altra via d’uscita, mi accorgo che davvero, la bellezza dei tubi, sta tutta qua: c’è una sola via d’uscita. Non mi manca nulla dei miei sensi di colpa, delle occasioni perdute, del tempo che vorrei indietro, delle inutili attese e delle parole sbagliate al momento opportuno: esse si sono piazzate proprio quando meno le avrei gradite. Non tutto scorre liscio, nemmeno nel tubo di oggi, magari domani. E poi mi chiedo chissà da dove saltino fuori questi tubi, chi li avrà portati da me e come mai io, così impegnato nelle mie défaillances, trovi il tempo per finirci dentro. Sarà forse che ho bisogno di scuse per venir fuori. Sarà forse questo. Sarà che vivere protetto in uno spazio che non può farmi così tanto male, tiene al sicuro anche quella famosa e insana idea di responsabilità, dovere. Non vogliamo più spazio per noi, ma spazio di altri che retroceda; spazio di altri come noi, infilati nello stesso tubo, nello stesso girotondo di placide suggestioni a dirci “va bene, va bene così …“. Andrà bene fin quando questa serpentina di giustificazioni ingiuste non avrà più pretese, non si troverà dinanzi allo sbocco del girotondo dal quale, per forza di cose o défaillances, dovremo uscire.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...