Novelle

Metà della meta.

45080aa273_4903258_med

Per quanta strada un uomo potrà fare, non saranno le distanze a farlo tremare, ma le soste.
Così sta fra sé, l’Uomo a piedi scalzi.
Ed ecco cosa vede, quel che sente: fermo tra i pini, anche ingialliti al calar del sole, gli si appisolano i passi accanto al sospiro del timori, e ripercorrono un tratto di curva dal quale così, non si intravede l’orizzonte. Orride zone si stipano proprio dinanzi agli occhi, ed è questo che i piedi sentono: terreno brutto da calpestare e sudore di maledizioni dal quale farsi trasportare. Olocausto proverà a farsi anche il coraggio, e indietreggerà sui sentieri inclinati del dubbio.
Poi scivolerà.
Inutilmente dalla pianta, un callo protesterà. “Dove credi abbia alloggiato sino ad ora?”.
Dove credi vorrai alloggiare, allora, Uomo a piedi scalzi?
Dunque, lì dove preferisci ricordarti un giorno, segnaci un punto: si chiama meta. La pausa, metà della meta.
Il lessico è fondamentale. Ascolta i desideri del corpo, il suo linguaggio merita rispetto, perché lo sai che a camminare non sono le gambe ma la volontà; a fermarti non sono gli ostacoli, ma la paura. Per un accento cambia l’orizzonte e così cambierà anche quello dell’Uomo a piedi scalzi, tra i pini anche ingialliti al calar del sole, o oltre quella curva che divide a metà la sua meta.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...