Novelle

Due battiti.

gabbia-coppia

Nuk dice che non ami davvero finché non ti senti in pericolo, e in qualche modo credo lui intenda salvezza.
Nuk ama salvarsi e lo fa senza troppo rumore. A differenza di altri, Nuk vive di paura perché sostiene che le certezze siano soltanto gabbie in cui mostrare promesse. Promesse morte come imbalsamate.
“…le onori a distanza e comunque sempre in un luogo lontano da ciò che ti appartiene davvero, come salme alle quali portare dei fiori nel tuo giorno libero; se ne ha bisogno per ricordare a se stessi di essere sinceri, ammettendo che tutto sommato il tempo ha poi cambiato le cose. In definitiva così, ci si illude di salvarsi, ma solo nel giorno libero.
Quel che dice riguardo l’amore lo apostrofa sempre con il condizionale, qualcosa che non è successo, una situazione ancora in sospeso, un tempo del tutto imprecisato, perché quando poi non ne parla, Nuk è sempre nel tempo presente, in silenzio.
Nuk in amore si perde sempre. Questa è l’unica certezza di Nuk.
E poi Nuk è di quelli che nel tempo presente dimentica sempre il soggetto: ripete il verbo all’infinito.
Voglio”, “Desideriamo”, “Prometto”, “Rimaniamo”, “Supero”, “Decidiamo”, “Cerco”, “Stringiamo”.
Dice che la coniugazione perfetta respira di vibrazioni silenziose e potenti che ti rivoltano la vita in pochi istanti, come un battito veloce, e non si può sprecar tempo prezioso nel recitare soggetti, ché intanto poi il battito vola via.
Nuk vive di battiti e quando ne perde qualcuno, avverte il pericolo, una specie rumore in cui la confusione stabilisce certezze in gabbia.
Ci si salva  con dei battiti, anche due soli:  di cuore e di ciglia. Una frazione di secondo di noi, mentre tutto il resto del mondo sta lì fuori ad aspettare che accada qualcosa. E intanto è già accaduto tutto, lì in mezzo a noi, nel silenzio di due sole vibrazioni rapite e tenute strette”.
Nuk non annovera tra i battiti quello d’ali, perché ritiene scontato che due ali sane, preferiscano vivere lontano da una gabbia.

2 pensieri riguardo “Due battiti.

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