Letture

Il ritratto della madre

madre-figlia

Il vassoio con le paste fresche profumava ancora di zucchero caldo: mia madre ci tiene a che le cose da lei preparate siano impeccabili. Mia madre è una che non le si può dire niente, altrimenti si indispettisce.

«Bastano cinque?».

«Credo di sì, mamma».

«Non è che poi ci facciamo la figura de’ li scorzoni?».

«Ci bastano cinque, mamma».

Ogni mattina incarta il vassoio manco fosse il pacco di Natale. È precisa, minuziosa. «Quando finisce ’sta storia, Carminuzzo?» mi chiede seccata.

«Fin quando non trovano la bicicletta».

«Ah, ancora ’shta bicicletta!».

Quando mia madre sorride, il viso le si allunga al punto che gli occhi le diventano più grandi. Non pare una persona diversa ma una sua versione migliore, direi. Il volto di mia madre non l’ho mai disegnato perché mi sembra stupido pensare di poterlo migliorare. Quando vuole, decide di essere migliore e se non lo fa è solo perché lavora tanto nel bar e non ci ha tempo per essere migliore.

Nessuno ti chiama per nome” – (Les Flaneurs Edizioni)

 

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